Nuova ConsonanzaRoma

L'Archivio conserva qualche migliaio di riproduzioni di manoscritti autografi di musica contemporanea inviati dagli autori; carteggi di musicisti con i quali l'Associazione ha intrattenuto rapporti, edizioni musicali del XX secolo. Inoltre comprende materiale riguardante i concerti organizzati, un archivio audio comprendente nastri, CD con registrazioni dal 1976. Sono rappresentati quasi esclusivamente autori di musica contemporanea tra cui molti autori italiani del XX secolo. Archivio Programmi di sala e Cataloghi Nelle prime edizioni, data la novità per l'Italia e per Roma del repertorio proposto, la prassi delle brevi introduzioni ai brani è stata la più frequente: tuttavia, essa non ha contemplato tanto il classico caso della presentazione self-made del compositore di turno, quanto quello della succinta scheda critica redatta da un socio compositore-musicologo (per le prime edizioni, si annoverano curatele di Domenico Guaccero, di Francesco Pennisi ed altri.). Nelle edizioni più recenti, il catalogo dei festival si è arricchito di contributi - spesso originali, richiesti per l'occasione - incentrati sulla tematica del festival (ad es. su Die Schachtel di Evangelisti, su Francesco Pennisi, sul sacro nella musica contemporanea.). Programmi di sala e cataloghi di Nuova Consonanza sono stati spesso curati, quanto alla grafica, da importanti artisti visivi. Tale circostanza, che dà ai cataloghi anche un certo valore di oggetti grafici, è stata possibile grazie agli stretti rapporti che Nuova Consonanza ha intrattenuto con le avanguardie artistiche romane a partire già dalla fondazione: Franco Nonnis, pur non facendone mai parte, le fu sempre vicino intellettualmente e - concretamente - con la preparazione di molti primi cataloghi; il disegno che si vede in copertina nei programmi di fine anni '60 fu realizzato da Giuseppe Capogrossi; l'attività di Pennisi annovera, nella sua ricchezza e multiformità, un capitolo propriamente grafico-pittorico di valore assoluto, non di rado messo a frutto proprio nei cataloghi di Nuova Consonanza. Inoltre, la stessa esperienza compositiva e semiografica dell'ambiente romano inclinava spesso a un certo grafismo, visivo (Bussotti, Pennisi) quando non addirittura simbolico (Guaccero), talché le partiture si sono prestate a costituire gli elementi visivi della grafica dei programmi di sala.

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