Associazione Folkstudio 88Roma

Storia

Il locale nasce nel 1960 in una cantina di via Garibaldi, nel quartiere romano di Trastevere: inizialmente era lo studio del pittore e musicista afroamericano Harold Bradley, nel quale si riunivano altri artisti, pittori e musicisti. Per evitare problemi legati al disturbo della quiete pubblica, viene quindi creato come circolo culturale e si trasforma quindi in un vero e proprio locale per ascoltare musica, prevalentemente rivolto alla musica americana.

Bob Dylan al Folkstudio, 5 gennaio 1963

Bob Dylan al Folkstudio, 5 gennaio 1963

Nel 1963, si esibisce nel locale anche uno sconosciuto Bob Dylan, di passaggio a Roma in gennaio, nella sua prima esibizione italiana. Nella seconda metà degli anni Sessanta nasce anche un gruppo, i The Folkstudio Singers, fondato da Eddie Hawkins, che partendo dal locale diviene in breve tempo uno dei più importanti gruppi gospel italiani (incidendo per la PCC e partecipando anche al Festival delle Rose 1967).
Nel 1967 Bradley torna in America, e la direzione del locale passa al chimico Giancarlo Cesaroni: il simbolo del locale, una mano bianca che stringe una nera, stava a rappresentare proprio il passaggio del testimone da Bradley a Cesaroni. Con la nuova gestione il locale intensifica la presentazione di nuove proposte musicali, curando anche i rapporti con la stampa e l'informazione e creando, cosa da non trascurare, una propria etichetta discografica negli anni Settanta, la Folkstudio, con cui hanno debuttato artisti come Corrado Sannucci e Mimmo Locasciulli. I generi musicali trattati vanno dalla musica popolare (inizialmente gospel e spiritual e quindi musica sudamericana, irlandese e africana), al jazz, alla canzone d'autore.
Vi hanno suonato ai loro esordi gruppi come Grosso Autunno, i Roisin Dubh e Stradaperta, jazzisti quali Mario Schiano e Enzo Pietropaoli, il chitarrista Gualtiero Cesarini, i cantautori Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano, Edoardo De Angelis, Renzo Zenobi, Stefano Rosso, Luigi Grechi, Tullio Rapone, Luciano Ceri, Mimmo Locasciulli, Sergio Caputo, Grazia Di Michele, Rino Gaetano, Giovanna Marinuzzi, Mario Bonura, Michele Ascolese, Corrado Sannucci, Gianni Togni, Massimiliano D'Ambrosio oltre a molti altri. È degli anni Ottanta, il progetto I nuovi giovani del Folkstudio, promosso dallo stesso Cesaroni, che le voci e gli strumenti di Carlo Molinari, Fabrizio Emigli, Federico Marolla, Vincenzo Incenso, Stefano Santia hanno portato in molti teatri e piazze italiane.
In quegli anni si esibisce spesso anche il cantautore brasiliano Irio De Paula; importante è stata inoltre la partecipazione assidua dell'interprete di musica popolare italiana Giovanna Marini.

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

Ai loro esordi nel locale, De Gregori, Venditti, Bassignano e Lo Cascio formano un gruppo, chiamandolo proprio I giovani del Folkstudio: la collaborazione tra Venditti e De Gregori (che li porta poi all'incisione di Theorius Campus) nasce proprio al Folkstudio.

Negli anni Novanta vi esordiscono altri giovani tra cui il compositore di colonne sonore Stefano Lentini.

L'attività del locale, spostato in seguito in varie sedi, è continuata fino al 1998. Dopo la scomparsa di Giancarlo Cesaroni, avvenuta il 29 gennaio 1998, l'Associazione Folkstudio '88 ha donato il materiale di archivio (locandine, fotografie, audiocassette e nastri con alcuni dei concerti registrati) alla Discoteca di Stato, oggi Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Icbsa).
Il fine ultimo della donazione ha lo scopo di consentire la creazione di un fondo documentario per renderne possibile la consultazione pubblica da parte di studiosi e di semplici appassionati.
L'oggetto della donazione è costituito da registrazioni sonore su nastro, manifesti, locandine ed affiches di vario genere, videocassette contenenti registrazioni di concerti svoltisi al Folkstudio, i dischi prodotti dall'etichetta Folkstudio e i dischi della collezione personale di Giancarlo Cesaroni, per un totale di 266 nastri, 104 cd, 130 long-playing, 84 dischi 78 giri (di cui 45 V-Disc), 15 dat, 44 video e 150 tra manifesti e locandine.
Tutto questo materiale, una volta catalogato e reso disponibile all'ascolto e alla visione con l'ausilio delle migliori tecnologie messe in atto dall'Icbsa, andrà a costituire il fondo dell'Archivio Folkstudio, a testimonianza del grande valore artistico e culturale che il locale di Giancarlo Cesaroni ha avuto nella scena musicale romana e nazionale dal 1960 al 1998, soprattutto nell'ambito della diffusione e della valorizzazione della musica popolare, del jazz e della canzone d'autore.
Il lavoro di recupero e di salvaguardia del materiale è in corso; nel sito web dell'Icbsa (www.icbsa.it) è consultabile la lista dei documenti sonori fruibili all'ascolto nelle cabine audio in sede. La lista è in continuo aggiornamento.