Associazione Nuova ConsonanzaRoma

viale Giuseppe Mazzini, 134
00195 Roma

Storia

Già negli ultimi mesi del 1959, il ristretto circolo di giovani compositori interessati alle avanguardie sembra prendere maggiore consistenza e maturare l'intenzione di fondare un'associazione destinata alla promozione e alla diffusione della musica contemporanea a Roma. Egisto Macchi ritiene che già con «Ordini», ovvero con il comitato di redazione della rivista, si possa parlare di un'associazione in atto: secondo la sua testimonianza, alla rivista e ai concerti avrebbe dovuto affiancarsi la nascita di un sodalizio recante, almeno nelle intenzioni di Franco Evangelisti, lo stesso nome. La dicitura «Ordini» viene tuttavia messa da parte in quanto, richiamando il titolo di una composizione di Evangelisti, agli altri musicisti romani appare connotare in maniera eccessivamente personale un'iniziativa che, al contrario, mira a coinvolgere una vasta moltitudine di indirizzi e di poetiche.
Probabilmente soltanto nei primi mesi del 1960 i soci fondatori (Mario Bertoncini, Mauro Bortolotti, Antonio De Blasio, Franco Evangelisti, Domenico Guàccero, Egisto Macchi, Daniele Paris) definiscono ulteriormente le comuni intenzioni e danno corpo all'idea di costituirsi in associazione. Il nome viene suggerito dal critico musicale Alberto Pironti, nel corso di un incontro informale, e quindi accettato unanimemente: la locuzione «nuova consonanza», sottratta a una celebre prefazione seicentesca, allude all'esigenza di aggiornamento permanente e, al tempo stesso, alla volontà di recuperare gli indirizzi marginalizzati dalle tendenze più radicali della musica d'oltralpe.
Nata non come movimento omogeneo di pensiero, bensì come incontro di personalità molto diverse e musicalmente distanti, compositivamente già formate (tutti i soci hanno completato studi ed esperienze preliminari, inclusa la frequenza dei Ferienkurse di Darmstadt), Nuova Consonanza si fonda non su ideali estetici comuni, ma sul seguente duplice assunto: necessità di svecchiamento, non più rinviabile, della musica in Italia; azione comune ai fini della diffusione della musica contemporanea, al di là delle posizioni personali e dei singoli itinerari linguistici.
Varrà la pena di soffermarsi su alcune testimonianze, espresse in tempi e luoghi differenti da alcuni soci fondatori, eppure tutte illuminanti circa il senso e le motivazioni sottese alla genesi dell'associazione:

«Con lo stesso criterio [accenna al criterio che aveva animato la nascita del Gruppo Universitario per la Nuova Musica (GUNM) e l'organizzazione delle Settimane palermitane, ndr] nacque a Roma nel 1961 l'associazione Nuova Consonanza che rimane ancora oggi un esempio unico per il mondo musicale, per l'alto livello di informazione culturale, libera ed integra da pressioni del mondo capitalistico, senza per questo essere anonima ed anarchica, come si è sempre tentato di farla apparire. [...] essendo attualmente io parte in causa in quanto implicato nell'organizzazione artistica [di Nuova Consonanza, ndr] e quindi demandando ad altri la valutazione su questo aspetto, posso in tutta legittimità dire della vera e propria "anomalia" di una "associazione concertistica" che non è stata gestita dal vertice e la cui linea d'azione si è sempre formata sulla base di incontri, dibattiti, confronti spesso accesi e talora drammatici, fra i soci. I quali tutti hanno caratteristica di essere musicisti, in gran parte compositori. Con le conseguenze che si possono immaginare almeno sulla questione dello strettissimo legame fra fatto musicale contemporaneo e l'attenzione che vi porta l'associazione organizzativa. Nuova Consonanza nacque a Roma nel 1959 per merito di un piccolo gruppo di musicisti della più varia provenienza, convinti che occorresse scendere nel cuore della vita musicale romana ufficiale per far sentire una voce di dissenso e proporre nuove iniziative. Le associazioni concertistiche ufficiali, in quegli anni, certo non favorivano la conoscenza e la diffusione della musica contemporanea se non in modo del tutto sporadico e casuale, ed è evidente che vi fosse la precisa volontà e la consapevolezza che soltanto muovendosi in prima persona, gestendo direttamente una sia pur ridotta attività concertistica, in alternativa a quella esistente, potesse emergere la nuova musica, insieme a più aperte formule organizzative, nel panorama culturale romano del dopoguerra [...]».

In mancanza di un atto ufficiale di fondazione e, almeno in questa fase iniziale, di un qualsivoglia riconoscimento giuridico, è possibile individuare una prima segnalazione circa la nascita e l'esistenza dell'Associazione Nuova Consonanza, un primo atto stringato eppure esplicito circa le finalità del sodalizio, nella pubblicazione del cartoncino che annunciava la nascita dell'Associazione musicale Nuova Consonanza ad opera di Mario Bertoncini, Mauro Bortolotti, Antonio De Blasio, Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi e Daniele Paris.
Alcuni problemi rimangono a tutt'oggi insoluti sia per quanto riguarda la datazione, i modi e il luogo di stampa, sia per ciò che concerne gli effettivi destinatari della pubblicazione. Le ipotesi sulla possibile datazione appaiono controverse: da un lato si potrebbe pensare a un'emissione già nel 1960, dal momento che l'associazione prende vita in quell'anno; tuttavia nel biglietto stesso si accenna a una prima stagione di concerti, che da più fonti risulta essersi svolta soltanto nel 1961. In realtà anche questa data non appare del tutto fondata, dal momento che di quella prima rassegna, annunciata sul biglietto e indicata da altre fonti come primo festival di Nuova Consonanza (cosa peraltro non corretta, visto che il computo effettivo dei festival parte dal 1963), non rimane alcuna testimonianza né nei programmi di sala né nelle cronache sui quotidiani del tempo. L'altro problema, riguardante i destinatari, risulta almeno in parte oscuro: secondo la testimonianza di Bortolotti il cartoncino era rivolto al mondo della stampa e a quanti fossero interessati agli sviluppi della musica contemporanea a Roma (la traduzione in lingua tedesca e inglese lascia intendere la volontà di rivolgersi a un pubblico internazionale).
A parziale soluzione di entrambe le questioni, si veda la riproduzione pressoché integrale del contenuto del cartoncino, comparsa nel numero del 24 febbraio 1962 de «Il Punto della Settimana»:

«È stato costituito a Roma il gruppo Nuova Consonanza sorto per iniziativa dei giovani musicisti Mario Bertoncini, Mauro Bortolotti, Antonio De Blasio, Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi e Daniele Paris "in considerazione della rilevata carenza delle organizzazioni ufficiali, che non solo mancano al compito di porsi a guida della vita musicale contemporanea, ma chiudono, per espressa disposizione, ogni sbocco per la musica più impegnata". Nuova Consonanza vuole promuovere attraverso le sue manifestazioni (esecuzioni, conferenze, dibattiti, ecc.) la conoscenza più viva di tale musica e riuscire quindi da stimolante per un ampio pubblico».

Se Nuova Consonanza nasce a opera di sette musicisti, la sua gestione operativa grava essenzialmente su tre soci, Evangelisti, Guaccero e Macchi, i quali costituiscono il nucleo portante del sodalizio, confermando, tra l'altro, il processo di diretta filiazione dell'associazione dalla rivista «Ordini» e dal suo comitato di redazione: essi hanno garantito con generosità una continuità di impegno e di presenza (protrattasi nel caso di Evangelisti e Guaccero fino alla loro scomparsa), che ha improntato vivacemente di sé Nuova Consonanza e la sua immagine nel panorama musicale italiano.
L'associazione nasce con lo scopo di svolgere un'attività concertistica sistematica; tuttavia i primi anni di esistenza non sono caratterizzati da stabili e regolari iniziative, quanto piuttosto da accesi dibattiti all'interno e da sporadiche manifestazioni all'esterno (la programmazione concertistica si regolarizza soltanto a partire dal 1963). Due sono i motivi che giustificano tale iniziale discontinuità di presenza. Uno, essenzialmente di ordine pratico, è legato al fatto che un'associazione neonata di giovani compositori non è in grado di esordire con iniziative concrete e definite nel tempo. L'altro mi appare invece connesso all'ampio coinvolgimento dei soci fondatori – particolarmente di Evangelisti, Guaccero, Macchi e Paris – nelle allora nascenti Settimane palermitane: tale coinvolgimento, richiamando proprio nei primi anni Sessanta energie e contributi in direzione Roma-Palermo, ha finito per affiliare la stessa associazione alle manifestazioni siciliane, segnandone così in esse l'implicito esordio.
Il primo concerto ufficialmente promosso dal sodalizio si svolge a Roma il 2 marzo 1962 presso il Ridotto del Teatro Eliseo ed è interamente dedicato all'ascolto di musiche elettroniche (lavori di Eimert, Stockhausen, Koenig, Evangelisti, Ligeti, Brün, Kagel, Riedl, tutti realizzati presso lo storico studio della WDR di Colonia). L'incontro merita una riflessione particolare sia per l'insolita introduzione all'ascolto delle musiche mediante una conferenza (Dieci anni di musica elettronica, un punto, a cura di Franco Evangelisti), sia perché la promozione del concerto si deve a Nuova Consonanza e alla Deutsche Bibliothek, il che inaugura una collaborazione destinata a figurare lungo tutto l'arco della pluridecennale attività dell'associazione. Ancora con il sostegno della Deutsche Bibliothek si svolge il secondo concerto, un recital pianistico di Frederic Rzewski con musiche di Cardew, Boehmer, Bussotti, Wolff, Sahl e Baldwin, di cui abbiamo segnalazione in una recensione di Alberto Pironti.
La mancanza di un finanziamento statale stabile e le incertezze che, anche dopo il 1967, hanno sempre caratterizzato e avvilito i rapporti con gli uffici destinati alla erogazione di sovvenzioni – tra l'altro secondo tempi e modi ancora oggi poco prevedibili e quindi paralizzanti –, hanno imposto sin dall'inizio la ricerca di fondi privati, giunti in maniera particolarmente sollecita e consistente da parte di alcuni istituti di cultura presenti a Roma: l'Istituto giapponese di cultura, l'Accademia americana, l'Istituto austriaco di cultura, l'Istituto italo-latinoamericano e, in particolar modo, la Deutsche Bibliothek.
Sorta a Roma nel 1955 e destinata insieme al Goethe Institut, di cui è una diramazione, a promuovere e diffondere la cultura tedesca presso il pubblico italiano, la Deutsche Bibliothek trova naturalmente interesse a collaborare con un'associazione programmaticamente rivolta all'importazione di quei prodotti musicali che proprio la Germania filtra e fa circolare al suo interno. Se per la Deutsche Bibliothek tale collaborazione rappresenta l'opportunità di contribuire all'apertura in Italia di una vetrina per la cultura musicale tedesca, per Nuova Consonanza costituisce tutto sommato la sola possibilità di esistere, di garantire qualità e spessore alle iniziative intraprese, di trovare spazi adeguati e dignitosi per lo svolgimento della propria attività concertistica: come giustamente ha osservato Macchi, Nuova Consonanza è sino al 1967 una sorta di dipartimento dell'Istituto tedesco di cultura in Italia - la Deutsche Bibliothek appunto -, un'associazione italiana mantenuta di fatto da uno stato straniero.

Ai soci fondatori si sono aggiunte negli anni altre personalità del mondo musicale italiano, mantenendo quella specifica intenzione originaria di associazione di musicisti e compositori dediti alla diffusione della cultura contemporanea.

Organizzazione
Assemblea dei soci; consiglio di amministrazione; revisori dei conti
Referente per l'Archivio: Patria Sbordoni

Archivio

L'Archivio musicale di Nuova Consonanza ha avuto una sede unica dal 1978 quando l'associazione ha preso in affitto un ufficio a Roma in via Luciano Manara. La documentazione e i materiali relativi all'attività svolta negli anni precedenti erano conservati presso le abitazioni dei presidenti che si sono succeduti negli anni.
Il patrimonio documentario comprende:

- Archivio cartaceo: conserva qualche migliaio di riproduzioni di manoscritti autografi di musica contemporanea inviati dagli autori; carteggi di musicisti con i quali l'associazione ha intrattenuto rapporti, edizioni musicali del XX secolo. Inoltre comprende materiale riguardante i concerti organizzati.

- Archivio Programmi di sala e Cataloghi: nelle prime edizioni, data la novità per l'Italia e per Roma del repertorio proposto, la prassi delle brevi introduzioni ai brani è stata la più frequente: tuttavia, essa non ha contemplato tanto il classico caso della presentazione self-made del compositore di turno, quanto quello della succinta scheda critica redatta da un socio compositore-musicologo (per le prime edizioni, si annoverano curatele di Domenico Guaccero, di Francesco Pennisi e altri). Nelle edizioni più recenti, il catalogo dei festival si è arricchito di contributi – spesso originali, richiesti per l'occasione – incentrati sulla tematica del festival (ad esempio su Die Schachtel di Evangelisti, su Francesco Pennisi, sul sacro nella musica contemporanea).
Programmi di sala e cataloghi di Nuova Consonanza sono stati spesso curati, quanto alla grafica, da importanti artisti visivi. Tale circostanza, che dà ai cataloghi anche un certo valore di oggetti grafici, è stata possibile grazie agli stretti rapporti che Nuova Consonanza ha intrattenuto con le avanguardie artistiche romane a partire già dalla fondazione: Franco Nonnis, pur non facendone mai parte, le fu sempre vicino intellettualmente e – concretamente – con la preparazione di molti primi cataloghi; il disegno che si vede in copertina nei programmi di fine anni Sessanta fu realizzato da Giuseppe Capogrossi; l'attività di Pennisi annovera, nella sua ricchezza e multiformità, un capitolo propriamente grafico-pittorico di valore assoluto, non di rado messo a frutto proprio nei cataloghi di Nuova Consonanza. Inoltre, la stessa esperienza compositiva e semiografica dell'ambiente romano inclinava spesso a un certo grafismo, visivo (Bussotti, Pennisi) quando non addirittura simbolico (Guaccero), talché le partiture si sono prestate a costituire gli elementi visivi della grafica dei programmi di sala.

- Archivio delle partiture: Nuova Consonanza dispone in archivio di un fondo di poche centinaia di partiture, in alcuni casi complete del materiali d'esecuzione in parti staccate. Il fondo consiste in buona parte di testi musicali in copia inviati da compositori (italiani e stranieri) a scopo promozionale. Tuttavia, porzioni del fondo derivano da materiali (editi e inediti) impiegati in festival perlopiù recenti di Nuova Consonanza (purtroppo solo in minima parte le partiture frutto di commissioni dell'associazione), o da partiture inviate dai partecipanti alle edizioni del Concorso di composizione "Franco Evangelisti". Di particolare rilievo, i testi impiegati nel 1984 nell'ambito del Festival su Domenico Guaccero nell'anno della sua scomparsa, spesso annotati da esecutori personalmente in contatto e costituenti potenziali anelli di una tradizione interpretativa da ricostruire su partiture grafiche e/o aleatorie.

- Archivio sonoro: consta di oltre 200 nastri magnetici su cui sono registrati concerti, conferenze, seminari dal 1980 a oggi. Tra i più importanti finora riversati ricordiamo il festival "Franco Evangelisti" del 1980, in cui spicca la presenza del quartetto Lasalle che esegue musiche di Webern, Evangelisti, Nono; del duo pianistico Kontarsky che esegue musiche di Zimmermann, Boulez, Evangelisti, Ligeti. Sono presenti diversi concerti monografici: nel 1981 il quartetto Arditti interpreta musiche di Scelsi, nel 1984 l'Orchestra sinfonica della Rai di Roma esegue musiche di Goffredo Petrassi e di Domenico Guaccero; nel 1985 il duo pianistico Bussotti-Cardini interpreta proprie composizioni.

Inventario della serie Programmi di sala

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Complessi archivistici