Biblioteca civica di Cosenza

piazza XV marzo, 7
87100 Cosenza
tel. 098.428596; fax. 098.4791064
civica@dbcs.it

Storia

Fondata nel 1871 dall'Accademia cosentina con la denominazione di Pubblica Biblioteca scientifica letteraria cosentina e con il concorso finanziario del Comune e della Provincia di Cosenza, l'istituzione nacque con lo scopo di «facilitare e promuovere l'istruzione; raccogliere e conservare le opere antiche degli illustri scrittori calabresi ormai rarissime non solo, ma le moderne e le contemporanee; nonchè quanto di meglio si è prodotto in tutti i rami dello scibile a vantaggio degli studiosi del Paese». Costretta ben presto a sospendere l'attività, per difficoltà economiche, l'istituzione poté riprendere a funzionare regolarmente soltanto nel 1898, con la denominazione di Biblioteca civica cosentina. Eretta in ente morale autonomo nel 1917, la Biblioteca civica è ora retta da un consiglio di amministrazione, presieduto dal presidente dell'Accademia cosentina e costituito da rappresentanti del Comune, della Provincia e della stessa Accedemia. L'edifico dove ora ha la sede la Biblioteca è stato costruito agli inizi degli anni Trenta, dall'amministrazione comunale di Cosenza per ospitarvi, assieme alla Biblioteca, L'Accademia cosentina e il Museo civico. È situato nel centro storico cittadino, con l'ingresso prospicente sulla storica piazza XV marzo. A questa costruzione, di proprietà comunale, sono collegati gli attigui locali dell'ex convento di S. Chiara di pertinenza demaniale, con lo splendido chiostro cinquecentesco.
A oltre un secolo dalla sua originaria istituzione, la Biblioteca civica di Cosenza è oggi una imponente struttura libraria di alta e media cultura. Per sua natura e tradizione, la "civica" di Cosenza si caratterizza come biblioteca storica di conservazione e biblioteca moderna di cultura generale
Pregevole e cospicuo il fondo delle opere antiche e rare: oltre 50 incunaboli circa 2.000 cinquecentine di eccezionale valore storico e tipografico, una raccolta di testi del Seicento e Settecento. Di notevole valore la sezione manoscritti comprende documenti pergamenaci dei secoli XIII XVIII, testi filosofici del Cinquecento, Seicento e Settecento, epistolari e carteggi, autografi e testi inediti di storia e letteratura calabrese.
Di fondamentale importanza sono i fondi speciali, tra cui il Rendano e il Muti, conservati in biblioteca.
Cospicuo anche il fondo moderno, sopratutto nelle discipline storiche, filosofiche, letterarie, artistiche, pedagogiche, con particolare attenzione agli strumenti di consultazione: enciclopedie, bibliografie, collane di classici, trattati, ecc.
Da segnalare, infine, un'ampia presenza di riviste e giornali, correnti e retrospettivi.

Archivio

Alfonso Rendano
Armando Muti

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Complessi archivistici