Fondazione Istituto nazionale di studi verdianiParma

via Melloni, 1/B
43121 Parma
tel. 0521 285273; fax 0521 285273
direzione@studiverdiani.it

Storia

L'Istituto di studi verdiani, istituito a Parma nel 1959 per iniziativa del maestro Mario Medici, diviene nel 1963 ente di diritto pubblico; nel 1989 è denominato "Istituto nazionale di studi verdiani" ed è dal 2002 Fondazione di diritto privato.
L'Istituto ha lo scopo di tutelare, valorizzare e diffondere l'opera e la figura di Giuseppe Verdi attraverso una serie di iniziative e di attività. Verdi è figura centrale nella cultura nazionale e internazionale dell'Ottocento e la sua opera gode tuttora di una ininterrotta fortuna. La personalità del compositore e i suoi molteplici interessi emergono dalla sua copiosa corrispondenza. La concezione unitaria del teatro musicale è la caratteristica saliente della drammaturgia verdiana e la sua novità all'interno della tradizione italiana. Il genio verdiano si manifesta anche nella sua capacità di sintesi di esperienze musicali e letterarie provenienti da altre tradizioni: francese, inglese, tedesca e spagnola.
L'attività di studio e di ricerca promosse dall'Istituto si realizzano attraverso le sue strutture (biblioteca, archivio della corrispondenza verdiana, archivio visivo, discoteca), attraverso la pubblicazione di periodici e di volumi, l'organizzazione e la realizzazione di congressi e convegni, incontri di studio, corsi in collaborazione con le università e altri enti culturali, audizioni discografiche, allestimenti di mostre e attraverso la gestione del Premio internazionale Rotary Club di Parma "Giuseppe Verdi".
Le cariche dirtettive della Fondazione sono presidente (e rappresentante legale), vicepresidente, consiglio di amministrazione, comitato scientifico, collegio dei revisori dei conti.

Archivio

Archivio della corrispondenza verdiana, costituito dalla riproduzione delle lettere del compositore, come pure da quelle a lui indirizzate. In questa sezione sono conservate e catalogate su schede cartacee, in ordine cronologico e per corrispondente, le riproduzioni in fotocopia o microfilm di oltre 28.000 documenti. L'Istituto ha iniziato la pubblicazione in edizione critica della corrispondenza del maestro. L'intero archivio e la sua catalogazione sono stati trasferiti su supporto informatico, consultabile presso la sede dell'istituto.

Autografi delle circa 150 lettere di Verdi ad Arrigo Boito, donate da Leonardo Albertini ed Elena Carandini Albertini, discendenti degli eredi di Boito, nonché altri documenti autografi verdiani e non, collegati in vario modo all'opera del Maestro.

Archivio visivo: circa 3.200 immagini, per le quali è stata elaborata un'apposita schedatura informatica. L'Archivio visivo raccoglie la riproduzione in diapositiva o in formato fotografico delle immagini riguardanti lo spettacolo verdiano: bozzetti di scenografie, di costumi, di attrezzature sceniche, maquettes, foto di scena, foto di Verdi, di cantanti e di musicisti. La documentazione parte, fin dove è possibile, dalla prima rappresentazione dell'opera e consente di ricostruire la storia dell'interpretazione visiva dello spettacolo verdiano. Si segnala in particolare il materiale visivo verdiano proveniente dall'Archivio del Teatro La Fenice di Venezia, andato distrutto nell'incendio del gennaio 1996 e quello proveniente dal Teatro dell'Opera di Roma, che documenta l'intera produzione verdiana di quel teatro a partire dal 1900.

Discoteca storica: circa 3.300 incisioni discografiche verdiane, in 78, 45 e 33 giri, a partire dalle più antiche risalenti all'inizio del Novecento. Il nucleo della raccolta (circa 3.000 dischi) proviene da quella del grande collezionista svedese Carl L. Bruun, da lui lasciata in eredità all'istituto nel 1984.

La discoteca comprende registrazioni di opere complete, recital di interpeti e pezzi staccati da opere. Dopo la Discoteca di Stato di Roma e insieme alla collezione Arrigo ed Egle Agosti del Teatro municipale "Romolo Valli" di Reggio Emilia, è una delle più grandi collezione di incisioni fonografiche. L'intera collezione è catalogata informaticamente e riversata su supporto digitale.
Biblioteca: circa 16.000 volumi.
Fondo istituzionale: dalla fondazione al 1997 è stato versato all'Archivio di Stato di Parma, il corrente è in sede.

Consulta l'archivio

Bibliografia

Catalogo della discoteca storica dell'Istituto nazionale di studi verdiani, a cura di E. Pasquini, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2000.
La collezione Scalvini dell'istituto nazionale di Studi Verdiani
, a cura di A. Pompilio, in «Studi verdiani», 7, 1991.