Ricordi & C.Milano

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Storia

La casa editrice Ricordi rappresenta un caso unico nel panorama musicale e imprenditoriale italiano.
La sua comparsa e il suo affermarsi segnano prima il mutamento della tecnica dell'arte editoriale musicale, poi il trionfo nel mondo della nuova concezione melodrammatica italiana.
La casa editrice venne fondata nel 1808 da Giovanni Ricordi in società con Felice Festa. Questa società durò solo alcuni mesi ma Giovanni Ricordi, sebbene fosse rimasto solo, riuscì ad ampliare l'attività editoriale acquisendo numerosi archivi teatrali, tra i quali quello della Scala, che gli permise di stampare, nel 1825, il primo catalogo delle opere pubblicate. Sempre in quegli anni, viene attivata a Milano la Litografia Ricordi, e si procede all'apertura di numerose succursali, quali quelle di Firenze e Londra. Sotto la direzione del figlio Tito, il numero delle succursali aumentò: nel 1864 viene aperta la prima succursale a Napoli, cui seguiranno Firenze (1865), Roma (1871), Londra (1878), Palermo e Parigi (1888). Nel 1880, attuando un consiglio di Verdi, Tito I conclude l'importante contratto di assorbimento della Casa musicale milanese Lucca.
Alla morte di Tito I le consegne passano al figlio Giulio, con cui la famiglia Ricordi raggiunge il vertice delle sue vicende. A Giulio Ricordi è intimamente legata la carriera operistica di Giacomo Puccini, con il quale il tradizionale rapporto di solidarietà che legava la Casa agli autori si trasformò in un sodalizio psicologico e artistico che andava ben oltre un semplice rapporto di lavoro.
Il primo secolo di attività di Casa Ricordi viene solennemente celebrato a Milano nel 1908. A cento anni dalla fondazione le edizioni Ricordi avevano raggiunto il numero 112.446.
Nel 1912 muore Giulio Ricordi e Tito II, ancor più proteso del padre a un'espansione a largo raggio dell'attività commerciale e industriale della Casa, fa dell'azienda un solido organismo internazionale a diffusione mondiale. Questo slancio è però improvvisamente troncato dallo scoppio della Prima guerra mondiale.
Nel 1919 Tito II si dimette dalla gerenza della Casa, che da allora non sarà più gestita direttamente dalla famiglia, e gli subentrano Renzo Valcarenghi, già direttore commerciale dell'azienda e Carlo Clausetti, della nota famiglia di editori napoletani. L'indirizzo editoriale si trasforma e si rinnova, dando forte spinta alla didattica musicale. Continua anche la tradizionale attività della Casa, di sostegno alla musica italiana nel campo teatrale, e ora anche in quello strumentale e sinfonico. Con le due rappresentazioni postume di Nerone di Boito e Turandot di Puccini, Casa Ricordi conclude solennemente il periodo tardoromantico del melodramma italiano e dà l'avvio all'affermazione della scuola italiana di Montemezzi, Alfano, Zandonai, Pizzetti. Ma insieme, con la nuova collezione di partiture sinfoniche di piccolo formato, crea e diffonde il gusto per la nuova letteratura sinfonica italiana (Busoni, Casella, Catalani, Falla, Ghedini, Malipiero, Pizzetti, Ponchielli, Poulenc, Respighi, Varèse, Wolf-Ferrari, Zandonai, Zemlinsky).
Nel 1943 le due sedi milanesi della società vengono colpite dalle bombe e lo stabilimento è quasi totalmente distrutto. I danni furono enormi anche se si salvarono i preziosi autografi, gli atti e i documenti di proprietà, trasferiti per tempo altrove. Con un paziente lavoro, il patrimonio editoriale e di materiali a noleggio poté essere ricostituito e Casa Ricordi riprese l'attività.
Nel 1944 si costituisce una triplice gerenza, composta da Alfredo Colombo, procuratore della società già dal 1905, Eugenio Clausetti, figlio di Carlo, e Camillo Ricordi, nipote di Tito II,  con il compito di porre mano alla faticosa opera di ricostruzione seguita alle distruzioni della Seconda guerra mondiale.
I vari settori della Casa vengono riorganizzati secondo le esigenze di una situazione culturale, di un pubblico e di un mercato in vertiginosa trasformazione: nel 1949 le Officine grafiche Ricordi si costituiscono in Società per azioni, nel 1950 viene inaugurato il negozio di vendita al pubblico di via Berchet a Milano e nel 1952 la ditta si trasforma da società per accomandita semplice a società a responsabilità limitata, presieduta da Alfredo Colombo, con amministratori delegati Guido Valcarenghi (fondatore, nel  1924, della succursale di Buenos Aires della ditta, poi Ricordi americana) ed Eugenio Clausetti, per poi diventare finalmente una società per azioni nel 1956.
Mentre si rinnovano le sedi italiane e si aprono nuovi sbocchi all'estero, una nuova trasformazione di indirizzo viene impressa all'azienda: si inaugura infatti nel 1957 a Milano il nuovo reparto dell'ufficio Distribuzione dischi, al quale viene affidato il commercio all'ingrosso dei dischi. E nella stessa sede inizia la sua attività l'ufficio Produzione dischi, diretto da Carlo Emanuele Ricordi, della quinta generazione di Ricordi dopo quella di Giovanni. A inaugurare la serie delle incisioni è l'opera Medea di Cherubini, realizzata in collaborazione con il Teatro alla Scala e interpretata da Maria Callas. Dal consolidamento di questo ufficio nasce nel 1962 la Dischi Ricordi spa: negli stessi anni nasce la cosiddetta canzone d'autore italiana, di cui la Dischi Ricordi diventa un fondamentale punto di riferimento, pubblicando, tra le altre, le canzoni di Paoli, Tenco, Gaber, Battisti.
Il Gruppo Ricordi comprende ora, oltre a varie società costituite in Italia con specifici scopi sociali (dischi, edizioni di musica leggera ecc.) società costituite all'estero in epoca recente: in Europa, la Société Anonyme des Editions  Ricordi  (1913) di Parigi, la Ricordi inglese (1928) a Chesham, la Ricordi tedesca (1966) a Monaco, la Ricordi canadese a Toronto (1954).
Nel 1961 diviene Presidente della Ricordi  Guido Valcarenghi, già  amministratore delegato assieme a Eugenio Clausetti. A Valcarenghi succede nella presidenza della società Carlo Origoni e quindi, dal 1982 Gianni Babini, della importante famiglia di industriali varesotti.
Dal 1964 amministratore delegato e direttore generale è Guido Rignano: nuove energie vengono dedicate al tradizionale settore della musica classica, operando in direzione di un recupero critico del grande repertorio musicale italiano dell'Ottocento, avviata dapprima, negli anni '60, dalla stessa Ricordi, poi allargata con l'edizione critica delle opere di Gioachino Rossini in coedizione con la fondazione "G.Rossini" di Pesaro, l'edizione critica delle opere di Verdi con l'Università di Chicago, l'edizione critica di opere di Donizetti con il Comune di Bergamo, quella delle opere di Bellini con il Teatro Massimo di Catania  e la preparazione di quella delle opere di  Puccini. Non mancano il recupero e le edizioni critiche di musica più antica, come le edizioni di Andrea Gabrieli, Scarlatti, Vivaldi, e le collane Drammaturgia musicale veneta e Civiltà musicale napoletana.Grande impulso riceve anche la didattica musicale, con edizioni per la scuola dell'obbligo, il Conservatorio, il mercato amatoriale e con collane di libri e riviste di argomento musicale, tra cui spicca l'impresa della Enciclopedia della Musica (in 4 volumi).
Dagli anni Sessanta, Ricordi recupera anche lo iato che separava la casa editrice dalla ricerca musicale costituendo un ricchissimo catalogo di musica contemporanea, attento ai compositori noti come ai nuovi talenti. Particolare impulso allo sviluppo di questo catalogo viene dato da Mimma Guastoni, a cui viene affidata la direzione editoriale dal 1982.  Tra i nomi più noti del catalogo di musica contemporanea di Ricordi: Berio, Bussotti, Corghi, Donatoni, Grisey, Guarnieri, Maderna, Manzoni, Nono, Nunes, Pennisi, Sciarrino, Vacchi.
Il catalogo del repertorio classico e contemporaneo, che ha superato la soglia dei 137.000 numeri, si sviluppa su tre fondamentali criteri di programmazione: riscoperta del repertorio antico e della grande stagione lirica, secondo i dettami filologi della musicologia moderna; l'incremento del repertorio contemporaneo; lo sviluppo e il rinnovamento della didattica musicale.Ricordi nel 1994 viene acquistata dal Gruppo tedesco Bertelsmann, tra i primi gruppi mondiali nel settore editoriale e dell'entertainment e, assieme alle attività discografiche già di proprietà di Bertelsmann in Italia (Bmg Ariola) entra a far parte della divisione Bmg (Bertelsmann Music Group) con la nuova denominazione Bmg Ricordi. All'interno della nuova società le due anime, editoriale e discografica, mantengono una propria netta autonomia operativa, concentrando le attività editoriali negli uffici di Milano e quelle discografiche principalmente nella sede di Roma.
La divisione editoriale attraversa una fase di riorganizzazione interna che porta a un riordino di tutte le attività e a una modernizzazione dei processi creativi e produttivi che viene condotta e completata dal suo nuovo amministratore delegato, Tino Cennamo, che ne assume la guida nel 1998. È riorganizzata in particolare la parte logistica e produttiva, che porta alla creazione nel 2001 di una società, Bmg Publications, con la precipua missione di produrre e commercializzare tutto il catalogo di musica stampata di proprietà di Bmg.
L'attenzione ad un mercato sempre più importante e competitivo porta alla costituzione di  una nuova divisione dedicata alla sincronizzazione della musica per il cinema, la televisione e la pubblicità.Particolare attenzione è stata dedicata dal nuovo azionista alla cura e rivalutazione del prezioso archivio storico della società, documento unico della propria storia culturale e imprenditoriale. Accanto a interventi volti a migliorare la conservazione dei materiali, sono state promosse manifestazioni – come la mostra per il centenario verdiano nel 2001 e numerose altre iniziative –, è stata firmata una convenzione con la Biblioteca Nazionale Braidense, volta a garantire un'adeguata collocazione ma anche una più ampia fruizione dell'archivio stesso, fino al recente accordo con il Ministero dei beni culturali per l'avvio di un progetto di digitalizzazione dei materiali.
Nel 2004, con la fusione delle attività discografiche di Sony e Bmg, Ricordi torna ad essere una società unicamente editoriale anche dal punto di vista formale, con la nuova denominazione di Bmg Ricordi Music Publishing, con la presidenza di Tino Cennamo. È per l'editore una sorta di ritorno alle origini a duecento anni dalla fondazione: oggi come allora Ricordi è una società  giovane e determinata, che ha una visione chiara della propria missione di creare e diffondere contenuti culturali.
Nel 2007 il gruppo Bmg Music Publishing viene acquistato da Universal Music Group, la grande multinazionale della musica che annovera leggendarie etichette come Decca, Philips e Deutsche Grammophon. Universal Music Publishing Group (Umpg) è il più grande editore musicale al mondo, con uffici in 41 Paesi.

 

Archivio

Archivio storico Ricordi; corrispondenza; documenti aziendali; fotografie; iconografia; libretti; partiture.

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Complessi archivistici

Bibliografia

M. Mainardi, Musica, fascismo, editoria. Casa Ricordi tra rinnovamento e tradizione, in Editori e lettori. La produzione libraria in Italia nella prima metà del Novecento, a cura di L. Finocchi, A. Gigli Marchetti, Milano, F. Angeli, 2000, pp. 99-116.
N. Tranfaglia e A. Vittoria, Storia degli editori italiani: dall'unità alla fine degli anni Sessanta, Roma-Bari, Laterza, 2000.
Claudio Sartori, Casa Ricordi: itinerario grafico editoriale, profilo storico a cura di C. Sartori, Milano, Ricordi, 1958.