Gran concerto bandistico “Giuseppe Piantoni” della Città di Conversano (BA)

Storia

Le origini della banda di Conversano sono legate alla figura del Maestro di cappella Vitantonio La Volpe, il quale il 28 giugno 1832 stipulò con un gruppo di artigiani e di operai conversanesi un contratto, rogato dal notaio Angiolo Miccolis, con cui si impegnava a dare loro lezioni di musica, affinché si potesse costituire una banda cittadina. Dal 1840 essa si consolidò definitivamente come istituzione musicale stabile e permanente, anche grazie al sostegno finanziario dato dal Comune. Nel 1861, sotto la direzione del Maestro Angelo Antonio Quaranta, la banda raggiunse fama e notorietà in tutta la Regione. L'amministrazione del corpo musicale fu affidata, dapprima, ad un'apposita Deputazione e, successivamente, alla Commissione comunale di gestione della banda, che ne disciplinò tutta l'attività sulla base del Regolamento interno, introdotto negli anni '70 dell'Ottocento. Sospesa l'attività nel 1906, la banda fu guidata dal 1907 al 1922 dai capobanda Pasquale Sibilia e Giovanni Sportelli. Dal 1922 al 1924 la banda fu diretta dall'eccellente Maestro di Cisternino (BR), Franco Galeoni (1893-1973), insegnante di musica, pianista, compositore e concertatore, ricordato, soprattutto, per essere l'autore di Claressa, melodramma in tre atti, e di Meriggio d'Agosto, poema sinfonico in due atti. Nel 1923, grazie alla costituzione dell'Associazione Pro banda cittadina, fu possibile raccogliere fondi che andarono ad integrare le limitate risorse finanziarie messe a disposizione dal Comune.

La banda ha raggiunto l'apice della sua fama col Maestro Giuseppe Piantoni (Rimini 1890 - Conversano 1950). Già direttore dei complessi bandistici di Soleto (LE) e di Frattamaggiore (NA), Piantoni è rimasto a Conversano per quasi un quarto di secolo, con l'unica interruzione del quinquennio 1929-1934 trascorso nella vicina Castellana Grotte (BA), periodo nel quale vinse la medaglia d'oro al Concorso nazionale di Bologna e si dedicò anche all'attività di compositore lirico e di concertatore e direttore d'orchestra.
Particolarmente ricca e multiforme è stata la sua produzione, costituita da circa un centinaio di composizioni; egli, infatti, ha composto:
- cinque opere liriche: Il Tizianello, andata in scena al Teatro Piccinni di Bari nel 1932, mentre le altre quattro, L'amore che torna, Canto d'amore, Il gran topazio e I mietitori, non sono mai state rappresentate, ma sono state eseguite sotto forma di riduzioni bandistiche;
- una trentina di composizioni originali per orchestra sinfonica e da camera, per canto e pianoforte;
- il preludio festivo per grande organo, San Francesco d'Assisi, che Giacomo Reali, organista del convento francescano di Assisi, definì «composizione di largo respiro, assai melodica e di sicuro effetto, permeata di felice ed inesauribile melodia»;
- una cinquantina di marce (sinfoniche, funebri, militari e popolari), fra cui Vita pugliese, che i Conversanesi considerano il proprio inno ufficiale e che vorrebbero diventasse l'inno di tutta la Puglia;
- l'orchestrazione per banda del Don Bucefalo, melodramma giocoso di metà Ottocento di Antonio Cagnoni;
- trascrizioni di diversi brani di celebri melodrammi.
Oltre a questi due famosi maestri, il corpo musicale cittadino ha avuto altri valenti direttori, come Pietro Marincola, Giovanni Orsomando, Dino Milella, e, più recentemente, Gioacchino Ligonzo.  

Archivio

Smembrato dopo la morte di Piantoni, l'archivio musicale della banda è stato in gran parte recuperato grazie all'opera instancabile di Vitantonio Bolognino, uno dei soci fondatori dell'Associazione, e alle personali donazioni liberali fatte dagli eredi dei Maestri Piantoni e Galeoni.

Il patrimonio musicale e documentario, di cui attualmente l'Associazione è detentrice, è stato donato da Vitantonio Bolognino con atto notarile del 20 gennaio 2011. Esso è organizzato in 4 sezioni:

1. Sezione manoscritti musicali

Di Franco Galeoni si conservano, oltre ad alcune marce sinfoniche e trascrizioni per banda(Arcobaleno in Puglia, Omaggio a Conversano, Fontane di Roma, L'apprendista stregone, ecc.), le due citate composizioni più note: il melodramma Claressa e il poema sinfonico Meriggio d'Agosto, introdotto dal preludio Le Murge, brano di carattere descrittivo e fortemente evocativo dei suoi luoghi natii.
Molto più consistente è la documentazione riguardante Piantoni, di cui l'Associazione possiede quasi l'intera opera omnia; in particolare si segnalano:
- l'opera lirica Il Tizianello, della quale il Maestro è autore anche del libretto tratto dalla novella Il figlio di Tiziano di Alfred de Musset, e la riduzione per banda de I mietitori, melodramma ricco di pagine musicali degne della migliore produzione verista;
- composizioni sinfoniche per orchestra e per grande banda (Roma - Quadri sinfonici, Il vincitore, Pensiero ed arte, Se io fossi re, Sinfonia italiana - Popolo in festa, Risveglio bandistico, Fede e avvenire, Sui Colli Euganei, Visioni messicane, ecc.);
- musica per danza (Fox trot; Modernità; Ricordi abruzzesi; Rumba nostalgica; Hoop... là-boogie-woogie, omaggio «ai giovani cultori della musica da ballo»);
- una trentina dimarce funebri, militari e popolari, ben note a tutte le grandi bande "da giro" (Florida e Sul Montello, scritte in "zona di guerra" nel 1917-1918; Oriente; Vita napoletana; In Valcamonica; Fine festa; Principe di Napoli; Arcobaleno; Zingaresca; La disperata, omaggio a Galeazzo Ciano; Etiopia italiana, omaggio al viceré d'Etiopia Rodolfo Graziani, ecc.);

- trascrizioni per banda di brani di Rossini, Bellini, Verdi, Wagner, Mascagni, Pizzetti, Lattuada, Nordio, Refice.

2. Sezione documentaria

Oltre ai manifesti e alle locandine delle stagioni concertistiche, si conserva  una miscellanea, ancora da riordinare, nella quale è evidenziabile un nucleo documentario dedicato all'attività della banda cittadina e a quella di alcuni suoi direttori e, in particolare, del Maestro Piantoni.

3. Sezione audiovisivi

È costituita da una ricchissima raccolta di 487 unità, fra CD e DVD, che contengono registrazioni dal vivo di esecuzioni bandistiche, dirette dalle più note "bacchette" degli ultimi 30-40 anni.

4. Sezione fotografica

 Contiene oltre 300 fotografie (ma il censimento è ancora in corso), alcune delle quali di particolare rarità, in quanto ottenute con i primi apparecchi fotografici apparsi alla metà del XIX secolo (dagherrotipi).

Bibliografia

U. Panarelli, Giuseppe Piantoni: tra mito e realtà, Conversano, pro loco, 1974.
G. Lorusso, La banda musicale di Conversano, Conversano, Arti grafiche Scisci, 2000.
F. Albano, Banda amata. Il gran concerto bandistico nella tradizione musicale pugliese, Torino, Associazione Apulia, 2007, pp. 79-80.
Bande, maestri e partiture nella storia di Conversano, a cura di R. Chiummo et al., Conversano, Arti grafiche Scisci, 2011.