Gli archivi delle Fondazioni lirico-sinfoniche

Quando si pensa ad una Fondazione lirico-sinfonica, ovvero a quei grandi teatri consacrati principalmente all’esecuzione delle opere liriche, si pensa soprattutto agli spettacoli, al momento della rappresentazione.

Non bisogna però dimenticare che esse conservano degli archivi importantissimi, in cui figura una gamma pressoché illimitata di tipologie documentarie quali documenti, partiture, bozzetti, figurini, manifesti, locandine, carteggi, fotografie, materiali audiovisivi, ritagli di stampa. Un patrimonio fino a pochi anni fa quasi interamente dimenticato, e a rischio di danni e dispersioni.

Nel dicembre 2012 la Direzione generale archivi ha avviato, in collaborazione con la Direzione generale dello spettacolo dal vivo, un progetto finalizzato al recupero e alla valorizzazione di questi archivi, contribuendo in maniera significativa a una maggiore sensibilizzazione sia delle Fondazioni lirico-sinfoniche sia degli studiosi e del pubblico in genere nei confronti di questo straordinario patrimonio documentario.
Finora infatti,  l’ottica di istituzioni che hanno come loro primaria missione quella produttiva, tendeva a considerarlo più come un peso inutile che non come una risorsa preziosa da salvaguardare, di fondamentale importanza per la ricostruzione della storia del melodramma italiano e delle modalità di rappresentazione da esso assunte nei nostri palcoscenici.

Descrizione de’ balli da eseguirsi nel dramma di Motezuma sul Regio Teatro di Torino il carnovale del 1780

Descrizione de’ balli da eseguirsi nel dramma di Motezuma sul Regio Teatro di Torino il carnovale del 1780 (AS Teatro Regio di Torino)

Si tratta di materiali posti in essere durante l’attività musicale della Fondazione e che fanno capo all’ambito non solo archivistico, ma anche a quello bibliografico e museale, a dimostrazione di come questi settori non siano affatto così rigidamente separati come si è affermato in passato, ma presentino al contrario terreni di incontro nei quali le rispettive metodologie possono proficuamente contaminarsi e integrarsi a vicenda. Carattere peculiare assume poi l’archivio musicale in senso tecnico, dove sono conservate le partiture e le parti vocali e strumentali che sono necessarie a un teatro d’opera per eseguire una determinata composizione.

Oggi la situazione è decisamente migliorata dato che si sono fatti notevoli passi avanti, e alcuni fondi sono in fase di riordino e inventariazione sotto la supervisione delle Soprintendenze archivistiche competenti, e in alcuni casi le descrizioni e i documenti sono consultabili online. Segnaliamo in particolare:

__________________
Criteri archivistici
__________________

L’archivio di una Fondazione lirico-sinfonica si presenta come un complesso documentario, dove le partiture e gli spartiti sono solo una componente dell’insieme e che reclama per una sua adeguata descrizione l’applicazione di standard archivistici di volta in volta diversi a seconda delle tipologie documentarie da trattare: è dunque opportuno descrivere ogni tipologia documentaria sulla base dei rispettivi standard di riferimento. Pertanto le partiture saranno descritte sulla base delle regole di catalogazione del materiale musicale manoscritto o a stampa, le fotografie si atterranno alla scheda F elaborata dall’ICCD, i bozzetti e i figurini adotteranno i criteri stabiliti da alcuni illustri studiosi della materia.

Tutto questo non deve però far trascurare il nesso che lega tra loro le diverse componenti dell’archivio e che trasforma un ammasso di carte in un complesso organico e coerente, cioè appunto in un archivio. Occorre dunque mantenere un delicato equilibrio tra descrizione di dettaglio, conforme agli standard in uso per le diverse tipologie documentarie e rispondente alla varietà e alla ricchezza della documentazione presente, da un lato, e descrizione archivistica in grado di salvaguardare il vincolo archivistico esistente tra le carte e dunque i legami che connettono le diverse parti dell’archivio.