Adelmo Damerini

(1880 - 1976)

Biografia

Adelmo Damerini (Carmignano, Prato, 11 dicembre 1880 - Firenze, 11 ottobre 1976) dopo la laurea in lettere e filosofia, nel 1917, consegue  il diploma in composizione al Liceo musicale di Bologna, studiando prevalentemente da autodidatta e completando gli studi con E. Binelli e G. Bastianelli. Damerini insegna letteratura poetica e drammatica al Conservatorio di Palermo nel 1922, mentre dal 1926 è professore di storia della musica al Conservatorio di Parma e direttore della sezione musicale della Biblioteca Palatina. Nel 1929 fa parte della commissione ordinatrice della mostra bibliografica musicale organizzata a Bologna per il I Congresso mondiale delle biblioteche.
Dal 1932 al 1962 Damerini è professore di storia della musica e bibliotecario al Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze. Nel 1949-1950 cura il catalogo dell'Esposizione nazionale dei conservatori musicali e delle biblioteche tenuta a Palazzo Davanzati in occasione del primo centenario del Conservatorio. Socio dell'Associazione italiana biblioteche negli anni Cinquanta e Sessanta, viene eletto nel Comitato regionale della Sezione toscana per il triennio 1956-1959. Attivo anche nell'Associazione internazionale delle biblioteche musicali, ne presiede il gruppo italiano dal 1960 ed è nominato presidente onorario nel 1963.
Per molti anni Damerini esercita la critica musicale su vari quotidiani, tra cui «Il Tempo» di Roma, «L'Ora» di Palermo (1923-26), «Il Corriere emiliano» di Parma (1926-31), «Il Telegrafo» di Livorno (1933-37), «L'Avanti» di Firenze (1947-52), «La Nazione» di Firenze (1956-64). Collabora inoltre come critico e musicologo con varie riviste: «La Musica» di Roma, «La Nuova Musica» di Firenze, «Il Pianoforte», «Rivista musicale italiana», «La Scala», «La Rassegna musicale», «Sackbut», «The Musical Quarterly». Fa parte del gruppo rinnovatore che negli anni Venti fa capo ad Alfredo Casella e Gian Francesco Malipiero ed è redattore capo della rivista della Corporazione delle nuove musiche, «La Prora».
Damerini collabora in qualità di consulente alle Settimane musicali di Siena, di cui cura molti volumi pubblicati in occasione di varie manifestazioni artistiche. Nel 1959 è nominato accademico di Santa Cecilia, mentre nel 1960 viene eletto presidente della sezione italiana dell'Associazione internazionale delle biblioteche musicali.
Adelmo Damerini si dedica anche all'attività compositiva. Tra le sue opere si segnalano: una Messa a 2 voci, archi e organo; numerosi mottetti, salmi, inni, sequenze; liriche per canto e pianoforte, fra cui Tanka, ciclo di liriche su antichi testi giapponesi (Milano, Ricordi, s. d.); Humoresque sinfonica; Sonata per violino e pianoforte; Aria, per violino e organo; musica pianistica (Come una sarabanda, Toccata, Ore di montagna); l'oratorio La Samaritana (inedito). Cura inoltre l'edizione di sei Concerti a tre (due violini e basso) di Giuseppe Antonio Brescianello (Kassel und Basel, Barenreiter, 1950).
Numerosi infine i suoi lavori dedicati alla storia della musica, tra cui: Origine e svolgimento della sinfonia (1919), Le sinfonie di Beethoven (1921), Classicismo e romanticismo nella musica (1942), Profilo delle grandi epoche musicali (1955).

Archivio

Il piccolo fondo Adelmo Damerini, conservato presso la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, comprende 3 monografie e una decina di partiture di compositori del Novecento con dediche autografe a Damerini. Di Ildebrando Pizzetti è presente l'autografo della composizione I pastori, su versi di Gabriele D'Annunzio.
Fanno parte del fondo anche 23 fra lettere e cartoline autografe di Ildebrando Pizzetti indirizzate al suo allievo Damerini, e una fotografia con dedica.
La sua ricca raccolta di libri, riviste, spartiti, manoscritti e documenti (circa 6.000 volumi) è conservata presso l'Accademia chigiana di Siena, dove costituisce la donazione "Adelmo Damerini".

Bibliografia

L. Pinzauti, Adelmo Damerini. Ancora nella musica, a cura di C. Damerini, Firenze, Edizioni del Poligrafico Fiorentino, 2006.