Enrico Polo

(1869 - 1953)

Biografia

Nato a Parma il 18 novembre 1869, frequentò la Regia Scuola di Musica – dove ebbe per compagno di studi Arturo Toscanini – e nel 1887 si diplomò in violino a pieni voti, ottenendo il primo premio del lascito Barbacini destinato agli allievi più meritevoli. Entrò subito nelle orchestre di diversi teatri: il Teatro municipale di Casale Monferrato, dove fu invitato da Toscanini già affermato direttore, il Teatro Regio e il Teatro Reinach di Parma, e la Scala, dove fu chiamato dal Maestro Franco Faccio. Grazie alla conoscenza di un'attrice incontrata a Saint Moritz, dove Polo suonava nel periodo estivo, e alla liberalità del mecenate parmigiano, il conte Stefano Sanvitale, poté recarsi a Berlino per perfezionarsi alla Hochschule con il grande violinista Joseph Joachim. I due anni di permanenza nella scuola, dal 1893 al 1895, furono molto fecondi per Polo, che ebbe l'opportunità di conoscere le opere di grandi autori tedeschi poco conosciuti in Italia, in particolare Brahms, e di apprendere anche la lingua tedesca, che gli consentì in seguito la traduzione di difficili metodi di violino.
Esaminato dai commissari Bolzoni e Toscanini, nel 1895 vinse il concorso per violino di spalla del Teatro Regio di Torino con annesso l'insegnamento nel Liceo musicale. Con il grande direttore d'orchestra, Polo ebbe legami di amicizia e anche familiari, avendo sposato, nel 1898, il soprano Ida De Martini, sorella di Carla, che Toscanini aveva sposato l'anno precedente.
Nel 1903, vinto il concorso per la cattedra di violino al Conservatorio di Milano, Polo si trasferì nella capitale lombarda, dove visse il resto della sua vita. Assieme a Costantino Soragna, violino, Guglielmo Koch, viola, e Camillo Moro, violoncello, fondò un quartetto d'archi, il Quartetto Polo, che ben presto raggiunse la notorietà in tutta l'Europa; nel contempo suonò anche in altre formazioni musicali, come il duo con il pianista Ernesto Consolo, eseguendo soprattutto le Sonate per violino e pianoforte di Beethoven delle quali presentò per la prima volta in Italia il ciclo completo.
Fu autore delle opere didattiche: Il meccanismo delle 5 prime posizioni del violino, Esercizi applicati alle scale, 30 Studi a doppie corde, 12 Studi di tecnica, Tecnica fondamentale delle scale e degli arpeggi, Fisiologia della condotta dell'arco sugli strumenti a corda. Inoltre realizzò numerose trascrizioni di opere di Tartini, Viotti, Boccherini, J. S. Bach, Bonporti e revisioni di opere didattiche per violino di Bazzini, Dont, Kayser, Paganini e altri. Fu un ottimo insegnante (insegnò fino al 1935) e diplomò 31 distinti violinisti.
Morì a Milano il 3 dicembre 1953, dopo i difficili e tristi anni della guerra, che gli aveva causato la perdita di due figli e la distruzione della sua abitazione. Il suo archivio, salvato assieme ai violini e pochi altri valori, fu destinato al Conservatorio di Milano, ma la moglie del direttore della Biblioteca, Guglielmo Barblan, volle riservarne una parte alla Biblioteca del Conservatorio di Parma, dove si era diplomata.