Francesco Balilla Pratella

(1880 - 1955)

Biografia

Francesco Balilla Pratella (Lugo, Ravenna, 1880 – Ravenna 1955), compositore e musicologo, allievo di Mascagni, nel 1910 aderisce al Futurismo, redigendone i manifesti musicali. Dello stesso anno è, infatti, il Manifesto dei musicisti futuristi a cui seguiranno il Manifesto tecnico della musica futurista (1911) e Distruzione della quadratura (1912). Collabora con la rivista fiorentina «Lacerba» dove pubblica nel 1914 il testo musicale L'aviatore Dro, op. 33 e l'articolo Gl'intonarumori nell'orchestra, che rappresenta la sua adesione al manifesto di Russolo L'arte dei rumori. Interventista convinto, compone negli anni bellici Inno alla vittoria, op. 29 e il Trio, op. 28. Nel 1918 collabora con il quotidiano bolognese «Il Resto del Carlino» e dal 1919 al 1921 al «Popolo d'Italia», su invito personale di Mussolini. Compone gli intermezzi musicali del dramma di Marinetti Il tamburo di fuoco e dal 1923 al 1927 compone le sue opere più felici Ninna nanna di bambole, op.44, Dono primaverile, op.48, Il fabbricatore di Dio, op. 46,Popolaresca, composta per gli spettacoli del Teatro della Pantomima futurista. In questi stessi anni non tralascia l'attività di saggista per molti periodici culturali, tra cui il «Pensiero musicale» di Bologna, di cui assumerà la direzione. Significativa la sua attività di etnografo e raccoglitore di canti romagnoli, che si inserisce nell'ambito della generale riscoperta del patrimonio musicale nazionale, in linea con l'ascesa del Fascismo. Nonostante il male incurabile che lo porterà alla morte, riesce ad ultimare l'Autobiografia, che sarà pubblicata postuma, a Milano, nel 1971.