Giacinto Scelsi

(1905 - 1988)

Biografia

Giacinto Scelsi, 1940 (Fondazione

Giacinto Scelsi, 1940 (Fondazione "Isabella Scelsi", Archivio, fondo Giacinto Scelsi)

Giacinto Francesco Maria Scelsi (Arcola, La Spezia, 8 gennaio 1905 – Roma, 9 agosto 1988) era figlio di Guido, all'epoca tenente di vascello, proveniente da una famiglia di origine siciliana che aveva avuto un ruolo di spicco nelle vicende dell'Unità d'Italia; la famiglia della madre, Donna Giovanna d'Ayala Valva, era originaria di Taranto, ma risiedeva abitualmente nel castello di Valva in Irpinia. Anche il piccolo Giacinto, con la sorella Isabella, trascorse gran parte dell'infanzia in questo castello, dove ricevette le prime basi di un'istruzione alquanto singolare: un precettore gli dava lezioni di latino, di scacchi e di scherma. Per quanto riguarda l'educazione musicale, anche in tarda età amava ricordare le molte ore passate a "improvvisare" su un vecchio pianoforte. Non risulta abbia frequentato scuole superiori e studi musicali regolari di sorta. In seguito la famiglia si stabilì a Roma e le peculiarità musicali di Scelsi furono assecondate dalle lezioni impartite privatamente da Giacinto Sallustio. Negli anni Venti, assieme all'ambiente aristocratico e mondano, incominciò a frequentare anche il mondo artistico, musicale e letterario dell'epoca; risale, infatti, a questo periodo l'inizio dell'amicizia con Jean Cocteau, Norman Douglas, Mimì Franchetti, Virginia Woolf, che dovevano iniziarlo ai movimenti culturali internazionali dell'epoca. Sono di questo periodo numerosi soggiorni all'estero, specialmente in Francia e in Svizzera; fondamentale fu il viaggio compiuto nel 1927 in Egitto, dove la sorella risiedeva con il marito: può considerarsi questo il suo primo contatto con musiche di concezione non europea.
La sua prima composizione, Chemin du coeur, è del 1929, e già dal 1930 inizia a lavorare a quella che diventeràRotativa, l'opera che lo rivelerà al mondo musicale internazionale. Eseguita, infatti, il 20 dicembre 1931 in prima assoluta alla Salle Pleyel di Parigi, sotto la direzione di Pierre Monteux, non passò inosservata. Nonostante l'insoddisfazione del giovane compositore, molto rigoroso nei riguardi della propria opera, l'esecuzione di Rotativaattirò su di lui l'attenzione della critica e del mondo musicale. Negli anni Trenta, si alternano per Scelsi periodi di vita mondana, frequenti viaggi all'estero, problemi di salute e una interessante attività creativa. Interpreti della sua musica furono personalità di spicco del mondo musicale italiano, fra gli altri, Willy Ferrero, Carlo Maria Giulini, Ornella Puliti Santoliquido, ecc. Nel 1937 il compositore organizzò a sue spese quattro concerti di musica contemporanea presso la Sala Capizucchi di Roma: fece eseguire opere di giovani compositori italiani e moltissimi stranieri, fra i quali Kodaly, Meyerowitz, Hindemith, Schönberg, Stravinskij, Šostakovič, Prokof'ev, Nielsen, Janáček, Ibert, ecc., allora quasi tutti totalmente sconosciuti in Italia. Nell'organizzazione di tali concerti si avvalse anche della collaborazione di Goffredo Petrassi, con cui inizia una lunga amicizia.

Ritratto di Giacinto Scelsi, inizio XX secolo (Fondazione "Isabella Scelsi",)

Ritratto di Giacinto Scelsi, inizio XX secolo (Fondazione "Isabella Scelsi",)

Questi concerti ebbero però vita breve anche per l'entrata in vigore delle leggi razziali, che ostacolavano l'esecuzione di composizioni di autori ebrei, cosa che Scelsi non accettò e che lo costrinse da allora a un graduale allontanamento dall'Italia. A questo periodo si possono far risalire i suoi interessi per altri linguaggi e tecniche compositive, per esempio la dodecafonia, della quale ebbe i primi rudimenti da un allievo di Schönberg, il viennese Walter Klein. Contemporaneamente si interessò delle teorie di Scrjabin, alle quali fu introdotto dal medico e amico Egon Köler, che lo ebbe in cura per un certo periodo e che con tutta probabilità lo iniziò alla cromoterapia. Non secondario fu il suo interesse per le teorie musicali staineriane e per il curioso mondo ruotante attorno a Monte Verità.
All'entrata dell'Italia in guerra, nel 1940, si trovava in Svizzera, dove rimase per tutto il periodo del conflitto e dove si sposò con Dorothy-Kate Ramsden, cittadina inglese. Nonostante gli anni difficili, Scelsi continuò una intensa attività culturale, sia poetica che compositiva, e iniziò un lavoro di tipo teorico fondamentale per gli sviluppi futuri della propria musica. In questi anni cercò, per quanto era nelle sue possibilità, di aiutare membri perseguitati della comunità intellettuale internazionale, trovando loro rifugio in luoghi sicuri. Durante questo forzato soggiorno in Svizzera vi furono esecuzioni di sue composizioni, come il Trio per archi, eseguito nel 1942 dal Trio di Losanna, diretto da Edmond Appia, e varie altre opere per pianoforte eseguite da Nikita Magaloff.
Alla fine del secondo conflitto mondiale ritornò in Italia; si stabilì a Roma dove vivevano anche la madre, il padre e la sorella Isabella. Dalla Svizzera Scelsi arrivava con una profonda crisi di tipo psichico che tuttavia non gli impedì di portare a compimento alcune opere già iniziate: il Quartetto per archi, eseguito dal Quatuor de Paris a Parigi nel 1949 e La Nascita del Verbo, eseguita per la prima volta a Parigi, sempre nello stesso anno, sotto la direzione di Roger Désormières. Visse anni molto travagliati, coincidenti con una crisi creativo-musicale; trovò una via di scampo nella poesia, nelle arti visive e nei suoi interessi per il misticismo orientale e l'esoterismo. Dallo straordinario editore Guy Levis Mano di Parigi furono pubblicati i tre volumetti Le poids net, L'archipel nocturne e La conscience aïgue, che per tanti anni rimasero le sole opere edite. Durante la permanenza in una clinica svizzera per malattie nervose, dove si ricoverò per un periodo, Scelsi diede una serie di conferenze sulla creatività, che si possono considerare documenti premonitori dei suoi futuri sviluppi creativi. I suoi interessi per le arti visive, in particolar modo per l'arte informale, trovarono degna cornice nell'attività della Rome-New York Art Foundation, diretta dalla sua compagna di vita di quegli anni, l'americana Frances Mc Cann. La profonda amicizia che lo legò a Henri Michaux ebbe probabilmente anche funzione di stimolo nella ricerca di quell'arte che considerò sempre di vitale importanza: la musica. Questo coincise con la sua adesione alle filosofie orientali, alle dottrine zen, allo yoga e alla problematica dell'inconscio. Anche nel campo musicale incominciano anni di ricerca e sperimentazione. La strumentazione di figure determinate dal caso, l'improvvisazione su strumenti tradizionali usati in maniera non ortodossa, l'uso di nuovi strumenti come l'ondiola, capace di riprodurre i quarti e gli ottavi di tono, ma soprattutto la maniera di improvvisare in uno stato privo di condizionamenti molto vicino al vuoto zen, sono alle base delle sue opere più significative.

Gli strumenti di Giacinto Scelsi conservati presso la Fondazione "Isabella Scelsi"

Gli strumenti di Giacinto Scelsi conservati presso la Fondazione "Isabella Scelsi"

Il suo modo del tutto originale di procedere nella composizione dette adito a feroci critiche e ostracismi, che non si acquietarono neppure alla sua scomparsa, momento in cui, al contrario, si manifestarono con nuovo vigore e livore. Impossibilitato psichicamente e fisicamente al lavoro minuzioso di trascrizione delle proprie improvvisazioni, regolarmente registrate su nastro magnetico, doveva avvalersi di traslatori che come prima peculiarità dovevano avere un orecchio assoluto e che naturalmente operavano sotto la sua guida (Scelsi applicò lo stesso procedimento anche nella creazione poetica: nacque così il visionario poema Il sogno 101). Il lavoro non si esauriva con la traslazione delle musiche registrate; si aggiungevano, infatti, minuziose istruzioni per l'esecuzione, accorgimenti per dare al suono valori corrispondenti alla sua volontà, costruzione di sordine per gli archi fatte realizzare apposta su suo disegno, strumenti a corde trattati come percussioni, filtri sonori per deformare il suono negli strumenti a fiato, l'uso della voce quale elemento di rottura della struttura sonora, basi di registrazione preesistenti quale traccia all'esecuzione.
Originalissimo era peraltro il suo metodo di orchestrazione, che consisteva nell'accoppiare strumenti simili sfasati fra loro di un quarto di tono (fatto che dà all'esecuzione una vibrazione misteriosa, e imprevedibili effetti di battimenti). Altro aspetto non secondario del suo lavoro fu quello portato avanti in collaborazione con gli interpreti. Le sue opere, infatti, date le difficoltà di esecuzione, trovarono un primo ostacolo proprio nelle modalità interpretative. Solo rari esecutori di altissima qualità si accinsero a studiare la sua musica e alcuni passarono a tale scopo lunghi periodi ospiti nella sua casa romana. Fra questi: Michiko Hirajama, Frances Marie Uitti, Enzo Porta, Joëlle Léandre, Geneviève Renon, Carol Robinson, Marianne Schroeder, Stefano Scodanibbio, ecc. Scelsi, una volta trovato un mondo di suoni congeniale, cominciò quel processo di occultamento della propria produzione giovanile, da lui considerata ormai di tipo accademico. La rivelazione di questa nuova fase fu l'esecuzione dei Quattro pezzi su una nota sola, eseguiti al Théâtre National Populaire di Parigi nel dicembre 1961, sotto la direzione di Maurice Le Roux. Certamente tutti questi elementi dovevano disturbare il mondo accademico che si dimostrò sempre più ostile nei suoi confronti, accentuato dal sempre maggior successo all'estero delle sue opere. A dire il vero anche in Italia non mancarono i suoi sostenitori, primo fra tutti il compositore Franco Evangelisti: a lui si devono, infatti, le rare esecuzioni di opere scelsiane, realizzate nell'ambito dei festival di Nuova Consonanza.
Agli ultimi anni di vita risalgono le pubblicazioni della sua opera di tipo teorico e letterario, affidate alla casa editrice Le parole gelate; inizia anche la pubblicazione sistematica della sua imponente produzione musicale, ad opera della Editions Salabert di Parigi. Negli ultimi anni Scelsi viaggiò solo in occasione di concerti a lui dedicati, avendo così l'opportunità di ascoltare almeno una volta dal vivo quelle musiche che aveva portato per tanti anni dentro di sé. L'ultimo concerto di sue composizioni, da lui presenziato, fu tenuto il 1° aprile del 1988 a La Spezia, la sua città natale, dove non era mai ritornato dagli anni della sua infanzia. Entrò in coma il giorno 8 agosto 1988 e si spense la mattina del giorno dopo.

Consulta l'archivio

Oggetti digitali

Prima pagina della partitura Rotativa di Giacinto Scelsi, trascrizione per pianoforte, G.Ricordi & C., Milano 1933 (Fondazione Isabella Scelsi, Archivio, Fondo Giacinto Scelsi) Prima pagina della partitura Tre canti di primavera composta da Giacinto Scelsi con versi di Sibilla Aleramo, 1933 (Fondazione Isabella Scelsi, Archivio, Fondo Giacinto Scelsi) Giacinto Scelsi durante un viaggio, Svizzera 1940 (Fondazione Isabella Scelsi, Archivio, Fondo Giacinto Scelsi) Il pianoforte, le ondiole e vari strumenti appartenuti a Giacinto Scelsi, Roma sec. XX seconda meta' (Fondazione Isabella Scelsi) Copertina del compact disc delle opere di Giacinto Scelsi (Quattro pezzi su una nota sola, Anahit, Uaxuctum) eseguite dall'Orchestra e Coro della Radiotelevisione di Cracovia diretto da Jürg Wyttenbach, etichetta Accord, 1989. La traccia Anahit è una delle prime incisioni su CD (Fondazione Isabella Scelsi, Archivio, Fondo Fondazione Isabella Scelsi)

Bibliografia

Scritti di Giacinto Scelsi

scelsi_tre canti

Partitura di Tre canti di primavera, 1933 (Fondazione "Isabella Scelsi")

Sens de la musique, in «Suisse Contemporaine», Losanna, 1, gennaio 1944; poi in Giacinto Scelsi, a cura di A. Cremonese, Nuova Consonanza-Le parole gelate, Roma, 1985, pp. 7-12.
Le poids net, Parigi, Guy Lévi Mano, 1949; poi Roma, Le parole gelate, 1988; poi in G. Scelsi, L'homme du son. Poésies recueillies et commentées par L. Martinis, avec la collaboration de S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 62-118.
L'archipel nocturne, Parigi, Guy Lévi Mano, 1954; poi Roma, Le parole gelate, 1988; poi in G. Scelsi, L'homme du son. Poésies recueillies et commentées par L. Martinis, avec la collaboration de S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 121-158.
La conscience aiguë, Parigi, Guy Lévi Mano, 1962; poi Roma, Le parole gelate, 1988; poi in G. Scelsi, L'homme du son. Poésies recueillies et commentées par L. Martinis, avec la collaboration de S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 160-200.
Son et musique, Roma, Le parole gelate, 1981; poi in G. Scelsi, Les anges sont ailleurs… Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 125-139.
Il sogno 101 – II parte Il ritorno, 1982, Roma, Le parole gelate, 1982; poi in G. Scelsi, Il Sogno 101, a cura di L. Martinis e A. Carlotta Pellegrini, Macerata, Quodlibet, 2009; traduzione francese, G. Scelsi, Il Sogno 101. Mémoires présentés et commentés par L. Martinis et A. C. Pellegrini, sous la coordination de S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2009, pp. 223-307.
Art et connaissance, Roma, Le parole gelate, 1982; poi in G. Scelsi, Les anges sont ailleurs… Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 201-217.
Extraits de son journal (1928), Roma, Le parole gelate, 1983; poi in G. Scelsi, Les anges sont ailleurs Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 44-48.
L'homme aux chapeaux, Roma, Le parole gelate, 1985; poi in G. Scelsi, Les anges sont ailleurs Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 37-39.
Cercles, Roma, Le parole gelate, 1986; poi in G. Scelsi, L'homme du son Poésies recueillies et commentées par L. Martinis, avec la collaboration de S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 201-247.
Octologo, Roma, Le parole gelate, 1987; poi in G. Scelsi, Les anges sont ailleurs… Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 60-61.
Évolution du rythme, a cura di A. Cremonese, Fondazione Isabella Scelsi, Roma, 1992, poi in G. Scelsi, Les anges sont ailleurs… Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 109-122.
Évolution de l'harmonie, a cura di A. Cremonese, Fondazione Isabella Scelsi, Roma, 1992, poi in G. Scelsi, Les anges sont ailleurs… Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006, pp. 99-107.
Les anges sont ailleurs… Textes et inédits recueillis et commentés par S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006.
L'homme du son Poésies recueillies et commentées par L. Martinis, avec la collaboration de S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2006.
G. Scelsi, Il Sogno 101. Mémoires présentés et commentés par L. Martinis et A. Carlotta Pellegrini, sous la coordination de S. Kanach, Arles, Actes Sud, 2009.
G. Scelsi, Il Sogno 101: prima e seconda parte, a cura di L. Martinis e A.Carlotta Pellegrini, Macerata, Quodlibet, 2010.

Bibliografia

C. Anderson, Klang als Energie Anahit von Giacinto Scelsi, in «MusikTexte», 81/82, dicembre 1999, pp. 72-82.
C. Annibaldi, Scelsi Giacinto, sub voce, in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, XVI, London, McMillan, 1980, pp. 580-581.
M. Bandur, Giacinto Scelsi, sub voce, in Komponisten der Gegenwart, Herausgegeben von Hanns-Werner Heister und Walter-Wolfgang Sparrer, 2005, pp. 1-12.
L. Baucke, "Wie brodelndes Magma" Scelsi-Editionen auf Kompaktplatten, in «MusikTexte», 30, giugno-agosto 1989, p. 62.
G. Benjamin, Mit frischen Ohren, in Hommage à Giacinto Scelsi, in «Dissonanz», Zürich, Zytglogge-Verlag, Gümligen, 18, novembre 1988.
G. Castagnoli, Suono e processo nei Quattro Pezzi per Orchestra (ciascuno su una nota sola) (195[6]) di Giacinto Scelsi, in «Quaderni di Musica Nuova», 1, 1987, pp. 87-106.
P. A. Castanet, Musiques Spectrales, in «Dissonanz», 20, maggio 1989.
N. Cisternino, Giacinto Scelsi "viaggiatore al centro del suono", in «Zeta», XI, 11-12-13, Udine, Campanotto Editore, 1989, pp. 333-334.
W. Colangelo, The composer-performer paradigm in Giacinto Scelsi's solo work, PhD Diss., New York University, UMI 9701488, 1996.
A. Cremonese, Radikales Außenseitertum. Für eine Lektüre des Werks von Giacinto Scelsi, in «MusikTexte», 26, ottobre 1988, pp. 49-54.
A. Curran, Lachen oder verschwinden, in «MusikTexte», 26, ottobre 1988, pp. 23-24.
R. Freeman, La tranquillité hermétique, in «Le Journal de Royaumont», 2, febbraio 1988.
Giacinto Scelsi, a cura di A. Cremonese, Roma, Nuova Consonanza-Le parole gelate, 1985.
Giacinto Scelsi: Im Innern des Tons, Symposionsberichte des Musikfestes Hamburg, a cura di K. Angermann, Hofheim,Wolke Verlag, 1992.
G. Grisey, Autoportrait avec l'Itinéraire, in «La Revue Musicale», n. 421-22-23-24, 1991.
H. Halbreich, Quattro pezzi per orchestra (su una sola nota), note al CD Artistique RC 350-RCAFY 103, Parigi, 1982.
M. Hirayama, Geliebter Giacinto Scelsi, «MusikTexte», ottobre 1988, n. 26, p. 24;
F. Jaecker, Explodierende Asteroiden, Giacinto Scelsi: Aitsi und Quartetto n. 5, in «MusikTexte», 100, febbraio 2004, pp. 65-73.
S. Kanach, Der Mensch - die Musik, in «MusikTexte», 26, ottobre 1988, p. 25.
F. Mallet, Les choses tendres, on les vit... on le raconte pas!, in Hommage a Giacinto Scelsi, in «Dissonanz», 18, novembre 1988.
J. Menke, Pax, Analyse bei Giacinto Scelsi: Tre canti sacri und Konx-Om-Pax, Hofheim,Wolke Verlag, 2004.
A. Montali, Riflessione concettuale e percorso letterario in Giacinto Scelsi, in «Rivista Italiana di Musicologia», XXXIV, 2, 1999, pp. 347-387.
T. Murail, Scelsi, l'Itinéraire – l'exploration du son, in Modèles et artifice.Textes réunis par Pierre Michel, Strasbourg, Presse Universitaire de Strasbourg, 2004, pp. 87-93.
R. Oehlschlägel, Aufstand der Ghostcomposer - Die Debatte um Giacinto Scelsi, «MusikTexte», 30, giugno/agosto 1989, pp. 3-4.
G. N. Reish, The Transformation of Giacinto Scelsi's Musical Style and Aesthetic, 1929-1959, PhD Thesis, University of Georgia, UMI 3025379, 2001.
E. Restagno, Giacinto Scelsi: l'universo in un suono dal misterioso e fluido magnetismo, in «Il Giornale della Musica», 31, settembre 1988, p. 17.
G. Scelsi, Il sogno 101: prima e seconda parte, a cura di L. Martinis e A. C. Pellegrini, Macerata, Quodlibet, 2010 (edizione italiana).
D. Schnebel, Auf der Suche nach der verlorenen Musik, in «MusikTexte», 81/82, dicembre 1999, pp. 56-57.
F. Sciannameo, Remembering Scelsi A personal memoir, in «The Musical Times», summer 2001, pp. 22-26.
D. Tortora, «Le voci del mondo» Genesi, scrittura e interpretazione dei Canti del Capricorno, in «Il Saggiatore Musicale», XI, 1, 2004, pp. 111-142.
A. Trudu, Die Musik in den Schriften von Giacinto Scelsi, in Giacinto Scelsi: Im Innern des Tons, Symposionsberichte des Musikfestes Hamburg cit., pp. 69-82.
H. R. Zeller, Das Ensemble der Soli, in «Musik-Konzepte», 31, maggio 1983, pp. 24-66. poi L'ensemble dei "soli", inGiacinto Scelsi, a cura di A. Cremonese, cit., pp. 29-73.
M. Zenck, Das Irreduktible als Kriterium der Avantgarde. Überlegungen zu den vier Streichquartetten Giacinto Scelsis, München, in «Musik-Konzepte», 31, maggio 1983, pp. 67-81.