Giovanni Sgambati

(1841 - 1914)

Biografia

Nato da padre italiano e madre inglese, Giovanni Sgambati (Roma, 28 maggio 1841 - 14 dicembre 1914) è stato un fanciullo prodigio: a cinque anni prende le prime lezioni di pianoforte, a sei suona già in pubblico e compone pezzi sacri. Dopo una prima formazione musicale a Trevi (studia pianoforte e armonia con il maestro Tiberio Natalucci), di ritorno a Roma Sgambati continua a studiare contrappunto con Giovanni Aldega, Maestro di cappella a Santa Maria Maggiore, e a tredici anni ottiene il diploma di socio onorario dell'Accademia di Santa Cecilia. Suona ai concerti delle mattine musicali promossi dal violinista Tullio Ramacciotti. Durante uno di questi concerti conosce Liszt, che lo vuole come allievo. Sgambati perfeziona quindi gli studi in pianoforte con il maestro ungherese al quale, nel 1861, mette a disposizione la propria casa in piazza di Spagna come sede della Scuola romana. In numerose occasioni Liszt riconosce in Sgambati, divenuto uno dei suoi allievi prediletti, eccellenti qualità tecniche: il giovane musicista è dotato – nota il maestro - «di un virtuosismo straordinario e senza dubbio di grande effetto; suona Bach, Beethoven, Chopin, Schumann e alcuni dei miei pezzi più difficili con completa padronanza ed estrema naturalezza».
Concertista largamente apprezzato in Italia e in Germania, Sgambati è amico di Richard Wagner, che lo considera un notevole pianista, dal talento originale. Grazie a Wagner, Sgambati riesce a pubblicare le sue prime composizioni presso la Schott Söhne, casa editrice di Magonza.
L'artista capitolino si dedica con successo anche all'attività di direttore d'orchestra, consacrandosi con passione alla diffusione dell'importante repertorio di scuola germanica: presenta in prima esecuzione assoluta italiana opere come la Sinfonia n. 3 "Eroica" (1802-1804) di Beethoven o la Dante-Symphonie (1866) e l'oratorio Christus di Liszt (1867).
Nel 1867, insieme ad Ettore Pinelli, Ferdinando Forino e Tullio Ramacciotti dà vita alla Società romana del Quartetto. Dal 1869 si dedica all'insegnamento, prima a casa sua e poi, dal 1877, presso il liceo musicale romano (collegato all'Accademia di Santa Cecilia), che fonda insieme a Ettore Pinelli. Nel 1874, con Pinelli e De Sanctis costituisce la Società orchestrale romana impegnata nella diffusione della musica sinfonica.

In questo periodo scrive opere importanti, tra cui il Concerto in sol minore per pianoforte e la Sinfonia n.1 in re minore, che dirige il 27 marzo 1881 al Quirinale, alla presenza del re Umberto I e di Margherita di Savoia, alla quale è dedicata.
Dal 1881 al 1900 è direttore della Società del Quintetto (poi Quintetto della Regina Margherita). Durante questi anni, anche come pianista, partecipa attivamente alla diffusione del patrimonio musicale romantico, ancora quasi ignoto in Italia. A Parigi, nel 1886 viene nominato tra i cinque membri corrispondenti dell'Istituto di Francia, succedendo a Liszt nella carica.
Divenuto nel 1893 direttore artistico della Società filarmonica Romana, l'anno seguente esegue un Te Deum in un concerto commemorativo al Teatro "D. Costanzi"; nel 1901 dirige al Pantheon la Messa da Requiem per i funerali del re Umberto I.
Con Giuseppe Martucci, Marco Enrico Bossi e Leone Sinigaglia, Giovanni Sgambati è tra i pochi compositori italiani che si adopera per la rinascita della musica strumentale, in un periodo dominato in gran parte ancora dal melodramma. Sgambati compone sinfonie, quintetti e quartetti, lavori sacri e molta musica da camera. Oltre al Concerto in sol minore, scrive per pianoforte i Notturni, i Fogli volanti, le Mélodies poétiques, i Pièces lyriques.
La sua musica si richiama alla tradizione tedesca da Beethoven a Schumann, ma tipicamente italiano è il gusto melodico e timbrico.

Archivio

Il fondo, conservato presso la Biblioteca Casanatense di Roma, contiene manoscritti autografi, lettere, fotografie, cimeli (medaglie, corrispondenza), arredi (battuti all'asta).