Giuseppe De Luca

(1876 - 1950)

Biografia

Giuseppe De Luca

Giuseppe De Luca

Giuseppe De Luca (Roma, 25 dicembre 1876 - New York, 26 agosto 1950), grande interprete al Metropolitan di New York negli anni 1915-35, partner dei più illustri del suo tempo, è stato il primo Sharpless di Madama Butterfly alla Scala di Milano, il primo Gianni Schicchi e così primo interprete anche di altri ruoli. È stato sulla scena dal 1897 al 1947 con un repertorio di oltre 100 opere, lasciando testimonianze della sua arte in un cospicuo patrimonio di incisioni discografiche (52 opere, oltre 60 romanze e canzoni, 14 registrazioni radiofoniche).
A otto anni entra a far parte della Schola Cantorum dei fratelli Carissimi a S. Salvatore in Lauro, cominciando qualche anno dopo a fare la comparsa al Teatro Nazionale di Roma. Nel 1892, ammesso alla scuola di canto del Liceo musicale di Santa Cecilia, studia con Venceslao Persichini, gia insegnante di Mattia Battistini, Francesco Marconi e innumerevoli altri cantanti di fama internazionale. Nel frattempo segue le lezioni di arte scenica di D. Menotti, altro celebre nome della scena lirica.
Il suo debutto, il 6 novembre 1897 col Faust, ottiene il consenso unanime della critica che riconosce al giovane baritono la straordinaria qualità della voce che, bene impostata, appare morbida, vellutata ed estesa. Giudizio confermato dall'interpretazione della seconda opera, La traviata: nei panni di Germont, Giuseppe De Luca si fa notare per il fraseggio accurato e intelligente.
Il successo del suo esordio gli apre le porte del Teatro "Carlo Felice" di Genova dove, dal 26 dicembre 1897 alla fine del febbraio 1898, interpreta quattro opere: Le Cid di Jules Massenet, La Bohème di Ruggero Leoncavallo, Andrea Chénier di Umberto Giordano e I pescatori di perle di Georges Bizet. Nell'opera di Bizet ha come compagni il soprano R. Pinkert e il tenore Enrico Caruso; nella Bohème ancora Caruso e il soprano Rosina Storchio. Il grande successo delle sue esibizioni gli fa ottenere la conferma dell'incarico genovese anche per l'inverno 1898-99 per Patria! di Émile  Paladilhe, Saffo di Jules Massenet, Il giogo di R. Conti, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Fedora di Umberto Giordano.
Dopo spettacoli a Cagliari, Roma, Brescia e Treviso, dal dicembre del 1889 sino ai primi giorni del maggio 1900, viene scritturato come secondo baritono al Teatro S. Carlos di Lisbona e al Teatro S. Ferdinando di Siviglia per almeno otto opere. Riconosciute le sue eccezionali qualità di cantante, viene confermato l'incarico del teatro di Siviglia anche per la stagione seguente dove, dal dicembre 1900 al febbraio 1901, interpreta otto opere tra cui La favorita di Gaetano Donizetti, Carmen, La Gioconda con Elena Theodorini, Gli ugonotti di Giacomo Meyerbeer (nel ruolo di Nevers) e Un ballo in maschera.

Tornato in Italia, dopo Genova, Padova, Venezia e L'Aquila, ormai primo baritono, nel dicembre 1901 è al Teatro Regio di Parma, e dal marzo 1902 al Massimo di Palermo, dove appare accanto ai maggiori artisti del momento: in Manon col soprano Cesira Ferrani e il tenore Giuseppe Anselmi, in Fedora con Angelica Pandolfini e Fernando De Lucia, in Faust e Carmen, infine, con G. Zanatello.
Giuseppe De Luca è pronto per il lancio in campo internazionale: il 6 novembre 1902 al teatro Lirico di Milano partecipa al trionfo della prima assoluta di Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, insieme con Enrico Caruso e con la protagonista Angelica Pandolfini sotto la direzione di Cleofonte Campanini. Tra la fine del 1902 e il febbraio 1903 è al Teatro S. Carlo di Napoli dove trionfa in La favorita, poi finalmente in America del Sud, al Teatro dell'Opera di Buenos Aires dove, diretto da Arturo Toscanini, canta in Germania di Alberto Franchetti, L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, Rigoletto di Giuseppe Verdi, Adriana Lecouvreur, I maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner e Grisélidis, riscuotendo unanimi consensi dalla critica che soprattutto lo giudica interprete eccezionale nel ruolo di Rigoletto.
Tornato a Milano, il 10 dicembre debutta al Teatro alla Scala nel ruolo iniziale di Alberico nella prima in lingua italiana dell'Oro del Reno di Richard Wagner, e in quello di Glebi in Siberia di Umberto Giordano e di Sharpless in Madama Butterfly (entrambe presentate in prima esecuzione assoluta). L'11 maggio 1904 al Teatro "Alighieri" di Ravenna interpreta uno dei ruoli più significativi della sua arte vocale: Mefistofele in La dannazione di Faust di Hector Berlioz. Di nuovo alla Scala di Milano, ricopre il ruolo del dottor Malatesta nel Don Pasquale di Donizetti, a fianco di Antonio Pini Corsi, Rosina Storchio e dei tenori Leonid Sobinov e Aristodemo Giorgini, che si alternano nel corso di venti rappresentazioni dirette da Cleofonte Campanini. Lo stesso direttore lo guidò anche in Tannhäuser di Wagner, Le nozze di Figaro di Mozart e il Barbiere di Siviglia di Rossini.
Dopo un'altra tournée in Sud America, il 26 dicembre 1904 è per la prima volta primo baritono al "Costanzi" di Roma in un'opera qui mai allestita, La dannazione di Faust di Hector Berlioz. Il trionfo ottenuto si ripete anche per le altre opere a lui affidate: Il trovatore, Rigoletto, Un ballo in maschera, Siberia, L'oro del Reno e Amica di Pietro Mascagni.
Dopo una lunga tournée artistica (Bucarest, la Russia, Buenos Aires con la Storchio e Toscanini, Bologna, Milano, Napoli, Londra), torna a Roma nel dicembre 1907, dove dà il via ad una stagione di successo durante la quale presenta dieci opere, tra cui I maestri cantori di Norimberga, Otello, Il barbiere di Siviglia, Madama Butterfly. Nel 1910 torna per la seconda volta al Covent Garden di Londra con Faust, Rigoletto, Il barbiere di Siviglia e il Don Giovanni di Mozart (nel ruolo del protagonista) diretto da Thomas Beecham.

Il 25 novembre 1915 De Luca approda al Metropolitan di New York, dove viene scritturato con un contratto triennale, ne Il barbiere di Siviglia, sotto la direzione di Gaetano Bavagnoli.
Per i successivi vent'anni, fino al 1935, questo teatro sarà la sua nuova dimora artistica, vi ritornerà ancora per la stagione 1939-40 e infine in quella del 1945-46 anche se solamente come ospite d'onore in un concerto per beneficenza. Il pubblico nuovo ed estremamente particolare del Metropolitan gli riconosce una strepitosa versatilità, facendolo trionfare. Nella prima stagione canta in quindici opere, presentando oltre ai propri cavalli di battaglia, come Il barbiere, Rigoletto e La traviata, l'opera nuovissima Goyescas di Enrique Granados.
Al Metropolitan De Luca compare in quarantotto opere del suo repertorio, e oltre a quello di Paquiro in Goyescas interpreta anche per la prima volta in assoluto il ruolo di Gianni Schicchi nell'omonima opera di Puccini il 14 dicembre 1918. Il 28 novembre 1915 prende il via anche la sua attività di concertista, che nel tempo andrà intensificandosi.
Dal 1935 torna in Europa, ma nel 1943 la guerra lo costringe a rimanere in Italia, dove si dedica ai concerti di beneficenza. Ormai da tempo preferisce un contatto più diretto con il pubblico che solo la sala da concerto può fornirgli. Quando, dopo il conflitto, 11 marzo 1946, torna a New York si presenta alla Town Hall con un concerto di arie italiane che suscita l'entusiasmo del pubblico e della critica. Giuseppe De Luca viene riconosciuto come l'ultimo esponente della grande scuola di canto italiana per la raffinatezza, l'eleganza e la perfezione interpretativa.
Nel 1946 esegue ancora Rigoletto a Hartford, Filadelfia e Buffalo e nel 1947 veste i panni di Figaro per una esecuzione de Il barbiere di Siviglia alla Academy of Music di Brooklyn, sotto la direzione di N. Rescigno. De Luca conclude la sua carriera con il Golden Jubilee Concert, nuovamente alla Town Hall il 7 novembre 1947, ottenendo il plauso unanime della critica.
Ritiratosi completamente dall'attività teatrale, De Luca viene nominato insegnante della classe di perfezionamento alla Juillard School di New York. In questa città muore all'età di 74 anni, il 26 agosto 1950.
Tra i tributi riservati a De Luca, va ricordata la nomina ad accademico effettivo di Santa Cecilia, l'8 gennaio 1928 e, nello stesso anno, quella a grand'ufficiale della Corona d'Italia.
Giuseppe De Luca durante la sua carriera produce numerosi dischi, dai primissimi dischi Gramophone del 1903-04 fino al microsolco Continental del 1950, documentando la maturazione di una eccellente arte vocale e di un altissimo stile esecutivo. In tutto registra 52 opere, oltre 60 romanze e canzoni, 14 registrazioni radiofoniche.
Nel 1946 registra otto antiche arie italiane per la Decca di New York che, malgrado gli inevitabili danni del tempo, testimoniano la sua strepitosa arte, ancora dopo mezzo secolo di carriera.

Archivio

Il fondo Giuseppe De Luca, conservato presso l'Istituto nazionale tostiano di Ortona, è stato donato nel 1995 dalla nipote, il soprano Nicoletta Panni, e altri. È stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per l'Abruzzo l'8 maggio 1997.
Il fondo comprende documentazione relativa alla formazione e alle vicende familiari, carteggio, documenti iconografici (circa 300 fotografie, molte con dediche autografe dei più famosi artisti, caricature, ritratti), onorificenze, contratti, programmi di sala, locandine, raccolte di recensioni e annunci stampa, articoli vari e saggi biografici sull'artista.