Lala Sarsowska Sulamith

(1907 - 2000)

Biografia

Lala Sarsowska Sulamith (Viijuri, Finlandia, 30 marzo 1907 - Firenze, 2000) raggiunge Firenze nel 1923 per intraprendere gli studi musicali nella patria del bel canto e si diploma in questa materia alla Filarmonica di Bologna, perfezionandosi successivamente a Berlino e Parigi. Con la sua voce da mezzo soprano si esibisce in Italia e all'estero, in Germania e nella natale Finlandia, con un repertorio che spazia da Scarlatti, Bach, Händel fino a Debussy, Respighi e Castelnuovo-Tedesco. Le sue inclinazioni, secondo le sue stesse dichiarazioni, spaziano dall'ascolto di un repertorio classico (da Bach a Stravinskij), all'esecuzione di musica di estrazione romantica, come quella di Schubert «lineare, pulito», di Schumann definito «morbido, intimo», e Bramhs «tormentato, sottile», fino ad arrivare agli amati compositori russi come Musorgskij e Rachmaninov.
A Firenze abita in via San Leonardo, poi in via de' Bardi e in Borgo San Jacopo. Durante il Secondo conflitto mondiale, per sfuggire alle persecuzioni razziali, si trasferisce a Roma, ospite dell'amica Paola Olivetti.
Per le sue tournée viaggia dall'Italia alla Francia, alla Finlandia e Germania e cura anche programmi radiofonici in lingua originale, parlando con proprietà lo svedese, il russo e l'inglese.
Negli anni Cinquanta inizia la sua attività di insegnante di canto. La sua scuola ha sede a Villa Schifanoia, sulla collina di Fiesole, e in Versilia nei mesi estivi. Come insegnante si distingue per la cura dell'impostazione della voce, la tecnica respiratoria e lo studio di stile, fraseggio e dizione. Il suo lavoro è apprezzato da musicisti del calibro di Luigi Dallapiccola, di cui è stata collega e amica. Tra le sue allieve (di cui si conserva traccia negli album di ricordi che Lala Sarsowska ha raccolto) compaiono Fiammetta Olschki, Mary Dillon, Judith Bardi.

Archivio

Il fondo Lala Sarkowska è stato donato nel 1999 dalla nipote Tamar Glass Danzer all'Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti" del Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Il patrimonio documentario è diviso in:
- Corrispondenza: carteggi indirizzati a Lala Sarsowska (insieme ad alcune sue minute) da parte di vari corrispondenti. Tra i mittenti si segnalano Alberto Carocci, Mario Castelnuovo-Tedesco, Luigi Dallapiccola (presente con alcuni documenti originali e in fotocopia), Franco Fortini, Paola Olivetti, Angiolo Orvieto, Nello e Maria Rosselli, Arthur Rubinstein. Nell'epistolario compaiono anche corrispondenti che scrivono da altre nazioni e in varie lingue, a testimonianza della ricchezza delle relazioni internazionali intrattenute da Lala Sarsowska grazie alla sua estrazione e alla sua professione.
- Carte varie: testi e appunti con riflessioni sulla musica, poesie e annotazioni di vario genere; raccolta di programmi, inviti, locandine di concerti, recital e incontri culturali, grazie ai quali si può ricostruire la sua attività concertistica; documenti personali: tra cui la documentazione relativa alle persecuzioni subite in seguito all'entrata in vigore delle leggi razziali; cataloghi d'arte e altro materiale bibliografico eterogeneo; una piccola raccolta di ritagli di giornale con articoli su alcuni momenti della sua carriera e su argomenti vari.
- Fotografie: album e raccoglitori contenenti fotografie di suoi ritratti, o scatti di colleghi, familiari e amici; insieme alle fotografie sono conservati ritagli e ricordi di avvenimenti biografici e professionali

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Complessi archivistici

Oggetti digitali

Lala Sarsowska in uno scatto di Cesare Lumachi, Firenze anni '50 (Archivio contemporaneo Alessandro Bonsanti Gabinetto Vieusseux, Fondo Lala Sarsowska)

Bibliografia

L. Melosi, Profili di donne, dai fondi dell'archivio contemporaneo Gabinetto G.P. Vieusseux, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, Università degli Studi di Firenze, 2001.