Luigi Dallapiccola

(1912 - 1975)

Biografia

Luigi Dallapiccola

Luigi Dallapiccola

Luigi Dallapiccola inizia gli studi di teoria e di pianoforte fin dal 1912. Nel marzo del 1917 la famiglia, considerata "politicamente infida", è costretta a trasferirsi a Graz dove rimane fino al novembre del 1918. Questo periodo segna profondamente l'adolescenza di Dallapiccola, sia per la formazione del carattere, sia per le esperienze musicali. All'Opernhaus di Graz ha infatti la possibilità di ascoltare quasi tutte le opere di Richard Wagner, il Fidelio di Ludwig van Beethoven, il Don Giovanni di Wolfang Amadeus Mozart, opere di Giuseppe Verdi (fra cui Otello e Un ballo in maschera), composizioni sinfonico-corali come il Messia di Friedrich Georg Händel, la Creazione di Franz Joseph Haydn, la IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven, lo Schicksalsied di Johannes Brahms.
Dopo il rientro a Pisino, Dallapiccola riprende gli studi liceali e continua ad approfondire la sua formazione musicale a Trieste con Alice Andrich Florio per il pianoforte e Antonio Illersberg per l'armonia. Illersberg lo avvicina sia alla tradizione polifonica italiana del Cinque-Seicento, sia alle esperienze musicali contemporanee (gli fa conoscere le opere di Maurice Ravel e Arnold Schönberg). Nel 1919 conosce la musica di Claude-Achille Debussy attraverso composizioni pianistiche come La cathédrale engloutie; il 30 agosto 1921 acquista a Trieste la Harmonielehre di Arnold Schönberg. Nel maggio 1922 il Dallapiccola si trasferisce a Firenze, meta tradizionale degli studenti istriani, dove continua gli studi musicali presso il Conservatorio "Luigi Cherubini". A Firenze, Dallapiccola è affascinato dall'architettura, dalla letteratura, dalle tradizioni umanistiche della città e apprezza la presenza di Ildebrando Pizzetti alla direzione del conservatorio. A Firenze studia pianoforte con Ernesto Consolo, diplomandosi il 10 novembre 1924, e composizione con Roberto Casiraghi, Corrado Barbieri e Vito Frazzi, conseguendo il diploma nel giugno del 1931.
Dallapiccola è professore di pianoforte complementare al Conservatorio "L. Cherubini" dal 1934 al 1967, salvo il periodo 1940-1944 in cui tiene la cattedra di composizione.
Negli anni Venti studia Debussy e Ravel e varie opere di Igor Stravinskij, Darius Milhaud, Paul Hindemith; nel 1926 rimane profondamente colpito da una esecuzione del Martyre de saint Sébastien di Debussy alla Scala di Milano; nella sua formazione è decisivo l'incontro con Schönberg che, il 10 aprile 1924, vede sul podio della Sala Bianca di palazzo Pitti dirigere il suo Pierrot lunaire. Più avanti, nel 1930, durante un viaggio a Berlino e a Vienna al seguito della danzatrice americana La Meri, assiste alle rappresentazioni di Salomè ed Elektra di R. Strauss e all'esecuzione della I Sinfonia di G. Mahler.
Nel 1930 Dallapiccola dà anche inizio all'attività concertistica in duo con il violinista Sandro Materassi, attività che continua per più di trent'anni con un repertorio composto principalmente da musiche del Novecento (Debussy, Ravel, Milhaud, Hindemith, Stravinskij, Janaček, ecc.).
Prosegue intanto la sua attività di compositore, iniziata nel 1925, passando dal libero uso della tonalità all'adozione della dodecafonia. Nel frattempo i suoi lavori iniziano ad essere conosciuti ed apprezzati. Nell'autunno del 1932 i Tre studi per soprano e orchestra vengono scelti per il concerto di musica radiogenica organizzato nell'ambito del Festival di Venezia; il 22 gennaio 1933 viene eseguita la Partita al Teatro comunale di Firenze; la Rapsodia per soprano e orchestra, segnalata all'Emil Hertzka Preis di Vienna, vince il premio del concorso fra i giovani compositori italiani del III Festival di Venezia (esecuzione al Teatro La Fenice l'8 settembre 1934). Nel settembre 1935 Dallapiccola partecipa al XIII Festival della Societé internationale de musique contemporaine (Simc) a Praga con il Divertimento in quattro esercizi (più volte considerato dal compositore come la sua prima opera importante); il resoconto sul festival scritto per il «Bollettino mensile di vita e cultura musicale» di Milano, che costituisce l'inizio dell'attività critica di Dallapiccola, documenta il profondo interesse per le Variazioni op. 31 di Schönberg, per la Lulu-Symphonie di Berg, per il Concerto op. 24 di Webern.
Negli anni Trenta, Dallapiccola denuncia, in lettere e articoli, le difficoltà che incontra nello studio della tecnica dodecafonica a causa dell'impossibilità di procurarsi musiche e articoli; così come lamenta il disinteresse delle istituzioni concertistiche italiane e l'ostilità della critica nei confronti delle sue opere. Nel marzo del 1937 completa le Tre laudi (la cui prima esecuzione avviene al Festival di Venezia l'8 settembre 1937); dal 23 aprile 1937 al 12 aprile 1938 compone l'atto unico Volo di notte, tratto dal romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, che incontra a Parigi nel giugno del 1937.
Nel 1938 sposa Laura Coen Luzzatto.
Nel giugno 1938 Dallapiccola assiste al Festival della Simc a Londra e ascolta la prima esecuzione della cantata Das Augenlicht di Anton Webern, di cui apprezza la straordinaria qualità timbrica, la preferenza per sonorità sommesse, la concisione ed essenzialità della struttura, il prodigioso trattamento della tecnica dodecafonica.
Sempre nel 1938, da un immediato impulso di protesta contro la campagna antisemita, nasce la Preghiera di Maria Stuarda; nel 1940-1941 scrive i due brani corali su testi di Boezio e di Girolamo Savonarola, da cui prendono vita i Canti di prigionia. Durante il Maggio musicale fiorentino del 1940, presenta per la prima volta il suo Volo di notte, suscitando interesse nel pubblico e nella critica, malgrado le accuse di "internazionalismo" del quotidiano del partito fascista. Nel 1941 al Teatro delle Arti di Roma hanno luogo due prime esecuzioni di opere di Dallapiccola: il 10 maggio viene eseguito il Piccolo concerto per Muriel Couvreux, con l'autore al pianoforte; l'11 dicembre i Canti di prigionia.

Caricatura di Luigi Dallapiccola, 1955

Caricatura di Luigi Dallapiccola, 1955

Durante la guerra, intraprende tournée in Svizzera e Ungheria con Materassi; compone il balletto Marsia (1942-1943), la Sonatina canonica (1943), le Liriche greche (1942-1945), realizza la revisione del Ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi per il Maggio musicale del 1942; gli anni della guerra e dell'immediato dopoguerra sono dominati dal lavoro al libretto e alla partitura dell'opera Il prigioniero, intrapresa con l'intenzione di realizzare un'opera che, nonostante la sua ambientazione storica, potesse trattare la tragedia della persecuzione sentita e sofferta da decine di milioni di uomini.
Su commissione del violoncellista Gaspar Cassadò, Dallapiccola compone Ciaccona, intermezzo e adagio per violoncello solo (1945); per il cantante francese Pierre Bernac scrive, tra la fine del 1945 e l'inizio del 1946, Rencesvals; nell'autunno-inverno 1946-1947 i Due studi per violino e pianoforte commissionati dalla sezione svizzera della Simc ed eseguiti dallo stesso Dallapiccola e da Materassi a Basilea il 9 febbraio 1947. La partitura del Prigioniero viene completata il 25 aprile 1947; la stesura definitiva reca la data del 3 maggio 1948.
Nell'immediato dopoguerra Dallapiccola riprende i suoi viaggi internazionali: nel 1946 è a Londra al Festival della Simc per trattare la riammissione dell'Italia alla Società e far conoscere musiche di compositori italiani come Giorgio Federico Ghedini e Goffredo Petrassi.
Dallapiccola partecipa attivamente anche alla ricostruzione della vita musicale di Firenze. Nonostante sia intensa la sua attività in campo sia esecutivo sia compositivo e critico (dal 1945 iniziò una regolare collaborazione al «Mondo»), nel primo dopoguerra Dallapiccola vive in ristrettezze economiche e affronta gli ostacoli che le sue opere subiscono. Nel giugno del 1948 vengono escluse Le liriche greche dal Premio Firenze perché giudicate "fuori bando"; la prima esecuzione scenica del Prigioniero (Firenze, teatro Comunale, 20 maggio 1950) viene osteggiata da parte sia cattolica, sia comunista; la sacra rappresentazione Job, commissionata dall'Associazione Anfiparnaso ed eseguita a Roma al Teatro Eliseo il 30 ottobre 1950, ottiene critiche negative. Da qui la scelta di Dallapiccola di abbandonare le istituzioni musicali italiane; negli anni successivi tutte le sue composizioni, eccettuati i Dialoghi per violoncello e orchestra e Ploratus per coro a cappella, vengono infatti commissionate da istituzioni musicali straniere (prevalentemente americane e tedesche) e all'estero hanno la loro prima esecuzione.
Nel novembre 1950 la Fondazione Kussewitzky gli commissiona la Tartiniana; nell'estate dell'anno successivo Kussewitzky invita il compositore negli Stati Uniti per tenere un corso presso il Berkshire Music Center di Tanglewood. Negli anni seguenti si susseguono altri soggiorni americani a scopo didattico.
Molto intensa fu negli anni Trenta e Sessanta sia l'attività di conferenziere sia l'attività concertistica; in duo con Materassi, con il violoncellista Cassadò, con le cantanti M. Laszlo e A. M. Jung; inoltre dal 1957 comincia a dirigere personalmente le sue opere, mentre sempre più frequenti si fanno i concerti interamente dedicati a musiche sue. Le sue opere ottengono ora molti riconoscimenti sia da università che da istituzioni musicali di tutto il mondo.
Gli anni Sessanta furono occupati, dal punto di vista compositivo, dall'opera Ulisse (il libretto, appena iniziato nel 1956, viene steso tra il novembre 1958 e il 7 gennaio 1959): la partitura, iniziata nell'estate 1960, è completata il 5 aprile 1968; la prima rappresentazione ha luogo alla Deutsche Oper di Berlino il 29 settembre dello stesso anno. Negli ultimi anni, oltre alla composizione di Sicut umbra, Tempus destruendi..., Commiato, e alla preparazione del volume Appunti incontri meditazioni, abbozza alcune battute di un balletto per la Deutsche Operam Rhein, ispirato ai Desastres de la guerra di Goya (1973); nel 1975 inizia una composizione su testo di Sant'Agostino, commissionata dalla National Symphony Orchestra per il bicentenario degli Stati Uniti, che rimase interrotta a causa della sua morte, avvenuta a Firenze il 19 febbraio 1975.

Archivio

Luigi Dallapiccola ritratto da Fernando Farulli (Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti" Gabinetto Vieusseux, fondo Luigi Dallapiccola)

Luigi Dallapiccola ritratto da Fernando Farulli (Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti" Gabinetto Vieusseux, fondo Luigi Dallapiccola)

Il fondo Luigi Dallapiccola è conservato presso l'Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti", Gabinetto Vieusseux, Firenze.
Il patrimonio documentario comprende:
1. Corrispondenza: oltre 6.000 lettere inviate tra il 1930 e il 1975 al Maestro, a cui si sommano circa 4.500 lettere in minuta o copia fotostatica, di Dallapiccola stesso. Molti i nomi di particolare interesse, tra questi Afredo Casella, Vito Frazzi, Gianandrea Gavazzeni, Mario Labroca, Riccardo Malipiero, Massimo Mila, Luigi Nono, Goffredo Petrassi, i Ricordi, Arnold Schoenberg, Igor Stravinskij
2. Manoscritti: circa 270 autografi o dattiloscritti del Maestro, comprensivi di lavori preparatori, conferenze, ecc.; circa 240 autografi musicali, in parte inediti
3. Diari, agende e taccuini: 53 taccuini e 2 quaderni di appunti, attualmente sigillati e non consultabili, per vincolo testamentario, sino a che non siano trascorsi cinquant'anni dalla morte del Maestro
4. Ritagli di giornali: alcune centinaia di ritagli dedicati all'opera di Luigi Dallapiccola
5. Raccolte di materiale bibliografico, di giornali, riviste: circa 160 voci bibliografiche, esclusi i ritagli, di una certa consistenza sull'opera di Dallapiccola; circa 238 scritti a stampa del Maestro
6. Materiale grafico e iconografico: alcune fotografie di Dallapiccola e alcuni ritratti a matita e ad olio del Maestro di autori vari (G. Peyron, S. Loffredo, A. Sassu)
7. Documenti su supporti avanzati: oltre 150 registrazioni di esecuzioni del repertorio di Dallapiccola
8. Biblioteca: circa 4.000 volumi.
Un fondo Dallapiccola, con musica a stampa di autori vari e partiture di alcune composizioni, è conservato anche presso la Biblioteca nazionale centrale di Firenze; una collezione di opere d'arte è conservata presso la Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze.

Consulta l'archivio

Complessi archivistici

Bibliografia

Luigi Dallapiccola ritratto da Fernando Farulli (Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti" Gabinetto Vieusseux, fondo Luigi Dallapiccola).

Luigi Dallapiccola ritratto da Fernando Farulli (Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti" Gabinetto Vieusseux, fondo Luigi Dallapiccola).

Fondo Luigi Dallapiccola, a cura di M. De Santis, premessa di G. Manghetti, Firenze, Polistampa, 1996.
Guida agli Archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L'area fiorentina, a cura di E. Capannelli e E. Insabato, Firenze, Olschki, 1996.
Mostra dell'Archivio Contemporaneo (Firenze, Palazzo Strozzi, 20 maggio - 30 giugno 1978, Gabinetto Vieusseux), presentazione di L. Crocetti, Firenze, Mori, 1978.
Vieusseux e il Vieusseux, storia e cronaca di un istituto di cultura e del suo fondatore (catalogo delle mostre, 20 ottobre - 10 dicembre 1979, Palazzo di Parte Guelfa, Palazzo Strozzi, Palazzo Corsini Suarez), Firenze, Mori, 1979.
Musica italiana del primo Novecento la generazione dell'80 (9 maggio - 14 giugno 1980, Palazzo Strozzi, Firenze, mostra a cura di F. Nicolodi), Firenze, Coppini, 1980.
Musica italiana del primo Novecento: la generazione dell'80, in Atti del convegno (Firenze, 9-10-11 maggio 1980), a cura di F. Nicolodi, Firenze, Olschki, 1981.
M. De Santis, Sulla strada della dodecafonia: appunti dalle carte del Fondo Dallapiccola, in Dallapiccola, letture e prospettive, Atti del convegno internazionale di studi (Empoli-Firenze, 16-19 febbraio 1995, promosso e organizzato dal Centro studi musicali “Ferruccio Busoni” di Empoli), a cura di M. De Santis, prefazione di T. Pecker Berio, Milano, Ricordi-Lucca, Lmi, 1997.
M. Ruffini, L'opera di Luigi Dallapiccola. Catalogo ragionato, Milano, Edizioni Suvini Zerboni, 2002.
C. Cavallaro, Biblioteche in biblioteca. Collezioni private nel Vieusseux, in «Culture del testo e del documento», a. 3 (sett.-dic. 2002), 9, pp. 19-68, poi capitolo III, Fondi speciali nel Gabinetto G. P. Vieusseux, di id., Fra biblioteca e archivio. Catalogazione, conservazione e valorizzazione di fondi privati, Milano, Sylvestre Bonnard, 2007.
Ricercare, parole, musica e immagini dalla vita e dall'opera di Luigi Dallapiccola (Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti, 4 novembre-21 dicembre 2005), catalogo della mostra a cura di M. De Santis, Firenze, Pagliai Polistampa, 2005.