Mario Castelnuovo Tedesco

(1885 - 1968)

Biografia

Mario Castelnuovo Tedesco

Mario Castelnuovo Tedesco

Di famiglia ebrea, Mario Castelnuovo Tedesco (Firenze, 3 aprile 1895 - Beverly Hills, California) frequenta il Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze, dove studia pianoforte con Del Valle Paz e composizione con Pizzetti, che, giunto a Firenze da Parma nel 1908, è uno dei musicisti più interessanti del periodo. Diplomatosi in pianoforte nel 1914 e nel 1918 in composizione, Castelnuovo Tedesco intraprende subito una brillante carriera come concertista e come pianista collaboratore (fra i solisti più insigni: Madeleine Grey – già al primo Festival di musica contemporanea di Venezia –, Lotte Lehmann, Elisabeth Schumann, Gregor Pjatigorskij). Parallelamente si impegna in un'intensa attività di critico e saggista sulle maggiori riviste musicali («Il Pianoforte», «La Critica musicale», «Musica d'oggi», «Rivista musicale italiana»), dimostrando attraverso i suoi lavori, dedicati a compositori contemporanei (De Falla, Stravinskij, Pizzetti, Casella) di essere una delle intelligenze più vivaci della nuova generazione.
Al 1909 risale la sua prima composizione, una Sonata inglese per pianoforte, che precede di un anno Cielo di settembre, di solito considerata la sua opera prima. Appena diplomato, nel 1919 vince il primo premio a un concorso indetto dalla rivista «Il Pianoforte» con la pagina pianistica Cantico per una statuetta di S. Bernardino di Niccolò dell'Arca. Segnalato con favore dal suo stesso maestro Pizzetti e dalle voci più autorevoli della critica (Pavolini, Bastianelli, Gatti, Valabrega), sostenuto dall'editore Bellenghi della casa editrice Forlivesi di Firenze, che ne stamperà le maggiori opere fino agli anni Trenta, Castelnuovo Tedesco viene considerato uno degli esponenti riconosciuti dell'avanguardia. Presente nel 1922 con alcune liriche da camera al primo Festival di musica moderna di Salisburgo, partecipa con le sue opere regolarmente alla Biennale di Venezia, ai festival della Società internazionale di musica contemporanea, ai programmi del Maggio musicale fiorentino.
Tra il 1921 e il 1925 raccoglie in musica in 12 volumi tutti i Songs contenuti nei testi teatrali di Shakespeare: pagine esemplari per finezza e varietà d'invenzione melodica, per l'attento accostamento del canto all'accento e al ritmo del testo inglese. Lasciati gli autori "minori" della sua prima lirica da camera, si impegna a musicare le più grandi creazioni della letteratura poetica universale, nei loro testi originali: da Orazio a Heine, da Shelley a Proust, da Byron a Valéry a Whitman a Gide a Milton.

Fino al 1938 con le sue composizioni si afferma sempre più a livello internazionale. A Firenze, dalla quale non si allontana quasi mai, si pone attivamente al centro della vita musicale: corrispondente per «Il Pianoforte» con una mensile Lettera da Firenze, prende parte alla commissione che affianca V. Gui nella programmazione della Stabile fiorentina, la futura orchestra del Maggio musicale.
La fama di compositore si diffonde con rapidità in Europa e soprattutto in America. Dopo una prima produzione in prevalenza cameristica (liriche e pagine per pianoforte), nel 1925 vince il Concorso lirico nazionale con l'opera La Mandragola, tratta dalla commedia del Machiavelli, rappresentata alla Fenice di Venezia nel 1926 e, in una nuova versione in due atti, a Wiesbaden nel 1928. Alla Scala, nel 1931, presenta la prima di Bacco in Toscana su testo del Redi; per il Maggio musicale fiorentino scrive le musiche di scena per il Savonarola di R. Alessi (1935) e per I giganti della montagna di Pirandello (eseguite solo in forma di concerto da G. Marinuzzi nel 1938, a causa dei dissensi sorti, dopo la morte di Pirandello, fra il regista dello spettacolo e l'autore delle musiche).
Le sue opere sinfoniche sono eseguite in prima assoluta dai più grandi interpreti e direttori: il Concerto per violino I Profeti da J. Heifetz e Toscanini a New York nel 1933; il Concerto per violoncello da G. Pjatigorskij e Toscanini nel 1935; il II Concerto per pianoforte da John Barbirolli (solista l'autore), lo stesso che dirigerà la prima dell'ouverture shakespeariana King John e degli Indian Songs and Dances. Castelnuovo Tedesco è praticamente l'unico autore italiano contemporaneo che Toscanini dirige: a lui il compositore dedica l'ouverture per Il mercante di Venezia. Le maggiori composizioni concertistiche sono portate al successo dal celebre chitarrista Andrés Segovia, che gli consiglia di dedicarsi soprattutto a questo strumento. Il vasto numero di opere composte rappresenta forse il contributo più importante dato un musicista del Novecento alla letteratura per chitarra.
Nel 1939, dopo la proclamazione delle leggi razziali, Castelnuovo Tedesco è costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti con la famiglia e si stabilisce a Los Angeles dove stringe produttivi rapporti di amicizia e di lavoro. Intanto continua a comporre: durante gli anni del secondo conflitto mondiale scrive per orchestra, per voce, per complessi cameristici, tra cui l'ouverture per il Sogno... shakespeariano, il balletto The Birthday of the Infanta da Oscar Wilde. Nel 1944, su incarico di un ricco musicista di Los Angeles, Nathaniel Shilkret, illustra la genesi insieme a Stravinskij, Schoenberg, Milhaud.

Cittadino americano dal 1946, da allora insegna composizione al conservatorio di Los Angeles, continuando a lavorare quasi solamente negli Stati Uniti. Compone molta musica per film: i due Film Studies (Charlot e Mickey Mouse) sono del 1931 e le Stars (quattro ritratti pianistici di Greta Garbo, D. Durbin, Marlene Dietrich, Shirley Temple) risalgono al 1940.
Nel 1952 a Firenze, nell'ambito del XV Maggio musicale fiorentino, viene eseguita la “cantafavola” Aucassin et Nicolette. Nel 1958 la sua opera Il mercante di Venezia, compimento della sua passione shakespeariana, ottiene il Premio Campari in un concorso indetto dalla Scala di Milano; mentre verrà presentata in prima assoluta a Firenze all'interno del XXIV Maggio musicale (1961).
Tra le opere, scritte sino all'ultimo, si segnalano: l'opera da camera L'importanza di essere Onesto (da Wilde), un ciclo di cantate bibliche (di cui il Cantico dei Cantici, eseguito nel 1963 dagli studenti della Hollywood High School) e l'ampia produzione dedicata alla chitarra, in particolare Platero y yo, I capricci di Goya e l'impegnativo ciclo Les guitares bien temperées, ventiquattro preludi e fughe per due chitarre, alla maniera del Clavicembalo ben temperato di Bach.
La sua produzione mostra una leggerezza melodica nuova, attenuata da un'eleganza che richiama i francesi (in particolare Ravel per il rigore dei contorni e per la vivacità e varietà dei ritmi); il suo è un linguaggio moderno che sa recepire, ad esempio, i movimenti di danza contemporanea (fox-trot, blues, ecc.), ma non respinge il recupero di un'espressività “tradizionale”, neoromantica.
Mario Castelnuovo Tedesco scompare a Beverly Hills (California) il 16 marzo 1968.