Vincenzo Bellezza

(1888 - 1964)

Biografia

Vincenzo Bellezza (Bitonto, Bari, 17 febbraio 1888 - Roma, 8 febbraio 1964)
fu avviato allo studio della musica dal padre; cominciò giovanissimo a studiare violino, riuscendo a ottenere una borsa di studio per il conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli. Entrato nel collegio di musica come alunno interno, seguì il corso di violino con Angelo Ferni, di organo con Giuseppe Cotrufo, di pianoforte con Alessandro Longo e di direzione d'orchestra con Giuseppe Martucci, e si diplomò in composizione e direzione d'orchestra. L'insegnamento rigidamente classico avuto a Napoli, nelle varie classi del conservatorio e poi al Teatro San Carlo, risultò molto utile alla sua carriera. Il suo esordio come direttore ebbe luogo nel 1908 proprio al San Carlo con l'Aida. Successivamente, dal 1911 al 1914, fu direttore della Compagnia italiana dell'opera comica Caramba-Scognamiglio, debuttando al Teatro "Rossetti" di Trieste. Ebbe per lui inizio un'intensa attività di direzione di operette, soprattutto di Franz Léhar, in Italia e all'estero. L'impresario Walter Mocchi lo condusse più volte al "Colón" di Buenos Aires, dove fu apprezzato da Enrico Caruso, che gli propose di seguirlo a New York per un concerto al Metropolitan e per una serie di concerti in varie località degli Stati Uniti.
Notato da vari impresari italiani, fu invitato a dirigere in molti celebri teatri. Al San Carlo s'alternò sul podio con Pietro Mascagni, a cui si legò di profonda amicizia. A questa epoca risale la sua assidua frequentazione di Puccini, Giordano, Respighi e soprattutto di Richard Strauss, che sostenne con molta convinzione, facendo circolare le sue composizioni, ancora quasi del tutto sconosciute. Il 5 aprile 1921 diresse una memorabile Manon Lescaut di Puccini al Teatro "D. Costanzi", presente l'autore.
Tutta la critica del tempo ne apprezzò l'eleganza, la «guida appassionata ed esuberante; chiarezza di ritmi e slancio appassionato nelle pienezze melodiche»; ammirò «la battuta larga, eloquente; gli attacchi sicuri; l'intuito mirabile, la magnifica comunicativa; il calore tutto meridionale che ricordava Leopoldo Mugnone» («Corriere d'Italia», 7 aprile 1921). Ottenuto un eguale successo con l'esecuzione della Madama Butterfly (1921), raggiunse un entusiastico consenso con una eccezionale Carmen, interpretata da Gabriella Besanzoni.
La consacrazione di Vincenzo Bellezza avvenne il 10 gennaio 1922 con la rappresentazione del Falstaff verdiano al Teatro "D. Costanzi". Il pubblico, memore delle splendide esecuzioni di Toscanini, lo accolse prevenuto, ma presto dovette riconoscergli fluidità, brio e sentimento, mediati proprio alla scuola del grande direttore. Dopo l'esperienza del teatro lirico italiano, si misurò con la più recente produzione di Richard Strauss: il 2 marzo 1922 diresse ilRosenkavalier. L'esecuzione fu giudicata superiore perfino a quella del 1911 diretta dallo stesso autore. La critica lo giudicò più che un direttore, un eccellente collaboratore del grande musicista. Sempre nel 1922, al "Costanzi", preparò e diresse il commento musicale del film Theodora e il 12 aprile diresse la prima esecuzione assoluta diIsabella Orsini di Renato Brogi.

Conclusa la stagione al "Costanzi", Vincenzo Bellezza si recò in Sudamerica dove svolse la sua attività sia nel massimo teatro romano che nel Colón di Buenos Aires. Qui, insieme alle più note opere di repertorio, diresse in prima esecuzione Dolores di Tomás Breton cantata in castigliano (26 giugno 1922) e La scuola del villaggio di Felix Weingartner (7 luglio); fece trionfare Giulietta e Romeo di Riccardo Zandonai (20 luglio 1922), interpretata dagli eccezionali Gilda dalla Rizza e Miguel Fleta.

Tornato in Italia per la stagione lirica del 1923 al Teatro Regio di Parma, diresse con talento Falstaff, interpretato da Mariano Stabile, gli Ugonotti di Meyerbeer, la Manon di Puccini. Nel 1924, di nuovo al "Colón", diresse con successoManon Lescaut di Jules Massenet, I Compagnacci di Primo Riccitelli, Le Furie di Arlecchino (20 giugno) e Nazdah di Athos Palma, ambedue in prima esecuzione assoluta. Diresse anche in prima esecuzione il Notturno e Rondò fantastico di Riccardo Pick-Mangiagalli e le Antiche Danze e Arie per liuto di Ottorino Respighi. Rientrato in Europa, diresse al Teatro Liceo di Barcellona Suor Beatrice di Antonio Marqués e Madama Butterfly, in memoria di Puccini da poco scomparso. In Italia, il 29 aprile 1925, al Politeama di Firenze diresse con temperamento la prima esecuzione della Cena delle beffe di Umberto Giordano. Chiamato al Covent Garden, iniziò una collaborazione durata più di un trentennio durante il quale diresse circa cento opere.
Nel 1926, oltre ad un memorabile Mefistofele di Arrigo Boito, diresse L'Heure espagnole di Maurice Ravel. Notato dall'impresario Giulio Gatti Casazza, fu invitato al Metropolitan di New York, dove esordì con I gioielli della Madonnadi Ermanno Wolf-Ferrari. In quello stesso anno, partecipò agli esperimenti di trasmissioni musicali via etere realizzati dal suo amico Guglielmo Marconi a Londra.

Ripresa l'intensa attività direttoriale, diresse per la prima volta al Teatro Vittorio Emanuele di Rimini la Turandot di Puccini, ottenendo successo di critica; al Metropolitan nel 1927 eseguì la Forza del destino con Rosa Ponselle ed Ezio Pinza e diresse il Barbiere di Siviglia di Rossini con Adelina Patti. Dopo una pausa londinese, divise con Tullio Serafin la direzione della stagione lirica italiana al Metropolitan e diresse per la prima volta negli Stati Uniti La Rondine di Giacomo Puccini, in una splendida esecuzione cui partecipò anche Beniamino Gigli (10 marzo 1928). Ancora al Covent Garden diresse un'eccezionale Madama Butterfly con Rosetta Pampanini, e una memorabile Norma di Bellini, che non si rappresentava da circa trent'anni, interpretata da Rosa Ponselle (28 maggio 1929). A Roma, nel 1933, Bellezza diresse un concerto al Teatro dell'Opera, con la partecipazione di Ezio Pinza, Lily Pons e Giuseppe De Luca. Nel 1935 diresse a Manchester una serie di concerti, mentre nel 1938 fu al Teatro nazionale di Sofia.
Rientrato in Italia per il Carro di Tespi Lirico, nel 1938 fu nominato accademico di Santa Cecilia, poi consigliere a vita. Da questo momento svolse la sua attività prevalentemente al Teatro dell'Opera di Roma, dove, oltre a opere di repertorio, diresse in prima esecuzione Miranda di Pietro Canonica (1939) e Enoch Arden di Ottmar Gerster (1942).
Nel 1946 eseguì un ciclo di concerti per l'Associazione dei concerti dell'Università degli studi di Roma; dal 1948 al 1955 fu direttore dell'Opera italiana al Cairo, alternando a questa nuova attività la partecipazione alla stagione lirica del Théâtre de la Monnaie di Bruxelles. Nel frattempo continuò a svolgere la sua attività nei più noti teatri del mondo. Nel 1952, con l'orchestra stabile e il coro dell'Accademia di Santa Cecilia, si recò in Svizzera per una serie di esecuzioni della Messa di Requiem di Verdi. Nel 1958 tornò a Londra e al Drury Lane diresse il Guglielmo Tellrossiniano, opera con la quale concluse la sua carriera direttoriale in Inghilterra.
Legato da profonda amicizia ad Adriano Belli, fu grande sostenitore del Teatro sperimentale di Spoleto e nel 1961 diresse un'ottima edizione della Rondine di Puccini, interpretata da giovanissimi allievi del Centro. La sua ultima direzione si svolse proprio a Spoleto con il Simon Boccanegra di Verdi (1963).
Vincenzo Bellezza si dedicò anche alla composizione: negli anni di permanenza al conservatorio di Napoli scrisse sinfonie, quartetti e sonate, oltre a riduzioni per concerto della Salomè e del Rosenkavalier di Richard Strauss, di cui rimane solo documentazione manoscritta.

Archivio

Il fondo archivistico, dono della vedova Clarry Bellezza, è conservato presso l'Accademia nazionale di Santa Cecilia e comprende carteggi e materiale fotografico.
Il fondo bibliografico comprende materiale musicologico (monografie, repertori e enciclopedie, periodici, programmi di sala), spartiti e partiture (opere liriche – fondo molto importante –, musica sinfonica XVIII-XX secolo, musica polifonica, romanze e canti popolari, liederistica tedesca, valzer, musica per tastiera Zipoli, Frescobaldi ecc.), manoscritti fra cui un autografo di Mascagni. Comprende inoltre il fondo Leopoldo Mugnone, con autografi musicali, materiale fotografico, e carteggio.

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Complessi archivistici

Bibliografia